Lo so, non è un buon modo per iniziare un libro. D’altra parte è davvero il primo assioma che mi venne in mente ed era giusto seguire l’ordine temporale per la solita questione di onestà intellettuale.
Fra l’altro, per dirla tutta, io conosco anche persone intelligenti che votano Lega. O meglio, io pensavo sinceramente che fossero persone intelligenti e invece evidentemente non lo erano.
C’è anche da dire che esiste una bella differenza fra simpatizzare per un partito politico e votarlo alle elezioni. E c’è anche una bella differenza fra votarlo alle elezioni amministrative o alle elezioni politiche.
Perché magari potrei votare qualcuno per il Consiglio di Quartiere, un altro alle Comunali, un altro alla Provincia. Sì, lo so che dà fastidio anche solo la parola “Provincia” ma temo che non ce ne libereremo mai del tutto. E poi un altro alla Regione, altri al Parlamento, altri ancora al Parlamento Europeo etc.
E come mai tutta questa incoerenza? Beh, i motivi possono essere davvero tanti, facciamo solo qualche rapido esempio:
- Ci sono persone che vorrebbero votare il “partito A” ma che non lo fanno solo perché il “partito A” appartiene alla stessa coalizione del “partito B” che loro detestano.
- Ci sono persone che normalmente votano il “partito A” ma che quando un parente/conoscente/amico/fidanzato si candida con il “partito B” (che, ricordiamo, loro detestano), votano allegramente il “partito B”. Questo è necessariamente un male? In effetti no perché, in realtà locali, i meccanismi sono differenti rispetto a quelli nazionali. E anche i criteri per scegliere le persone possono essere decisamente diversi.
- Esistono poi i voti di protesta, quelli di rottura, quelli per creare il caos, quelli dovuti a una transitorissima infatuazione, quelli espressi solo per bloccare altri partiti etc.
Io credo sinceramente che le cause dell’ascesa della Lega siano molteplici ma che in parte siano anche frutto dei motivi sopra elencati.
Tanto per essere chiari, ritengo la Lega un partito populista nel senso più becero del termine. Il primo loro comandamento è solleticare gli istinti più bassi del popolino con promesse irrealizzabili che un tempo tutti, e dico tutti, i partiti concentravano nel periodo pre-elezioni ma che adesso sono continue, dato che viviamo in un perenne stato di campagna elettorale. Sono poi bravissimi a dire tutto e il contrario di tutto, hanno attirato voti di metalmeccanici che un tempo votavano solo Democrazia Proletaria (ma Salvini era nel ‘97 a capo dei Comunisti Padani) e di meridionali spesso pronti a venerare l’uomo forte di turno.
Questo bombardamento di messaggi (spesso insignificanti dal punto di vista tecnico ma spettacolari agli occhi del povero disgraziato che non ha avuto modo di crearsi una coscienza critica) ha trovato, ovviamente, nei mezzi di comunicazione odierni un validissimo strumento. La disarmante semplicità con cui è possibile oggi far girare un messaggio (blog, video, social, dirette, infografiche, meme) rende praticamente impossibile il controllo delle fonti; ed espone gli influenzabili a qualunque tipo di manipolazione.
Ma attenzione a non farsi troppe illusioni sul livello di preparazione degli utenti. Esistono persone che, pur avendo terminato con fatica le scuole medie, hanno una capacità analitica ben superiore a quella di tante persone laureate che conosco.
Perché non basta aver studiato per essere immuni al fascino magnetico e perverso del populismo. Ti dice esattamente ciò che vuoi sentirti dire. E in un frangente in cui non sei particolarmente attento può fare breccia nel cuore e nel cervello di chiunque. Ecco perché non bisognerebbe mai abbassare la guardia; magari continueremo il discorso parlando dell’assioma numero 38.
Ne consegue incontrovertibilmente che non esistono persone intelligenti che votano Lega.
Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici“








