Questo è uno degli assiomi che parte da un avvenimento preciso e che quindi poteva esaurire rapidamente la propria carica di efficacia, diventando obsoleto.

Mi piace invece provare a vedere se da questo evento puntuale si può far partire un breve ragionamento, in modo da trarre spunto per un’analisi più generale.

 

Premessa

Dal 29 al 31 marzo 2019 si tenne a Verona il “XIII Congresso Mondiale delle Famiglie”. L’ha organizzato un insieme di roba di destra (Salvini, Fontana, Gardini, Bussetti, Pillon, Sallusti, Meloni etc.) che comprendeva anche movimenti antiabortisti, antifemministi e contrari alle rivendicazioni LGBTQI.

Questo cocktail destrorso nasce da reazionari statunitensi e russi in combutta per promuovere e difendere la famiglia tradizionale dal terrificante pericolo delle unioni civili etc.

 

Svolgimento

L’insostenibile ipocrisia che permea questi ambienti risulta veramente nauseabonda, cerchiamo di farci un’idea di chi sono questi signori.

Iniziamo con Salvini: sposato, ha una figlia, divorzia, convive con un’altra, ha una seconda figlia, si lasciano, convive con una terza donna, si lasciano, attualmente sta con una che ha vent’anni meno di lui.

Continuiamo con gli altri: Fontana si è sposato, ha divorziato e si è risposato. Bussetti è separato. La Meloni non si è mai sposata. La Gardini è divorziata. Sallusti ha convissuto con una donna e poi si è messo con la vecchia fiamma del nuovo uomo della sua ex, ovviamente di sedici anni più giovane.

E potrei andare avanti per un pezzo ma mi sono già annoiato.

Qualcuno potrebbe dirmi: “Ma come fai a generalizzare in questo modo? Chi ti dà il diritto di giudicare senza conoscere le singole storie e le singole persone? Ma come ti permetti di esprimere giudizi simili?”

Esatto! Il punto è proprio questo: non si può giudicare superficialmente senza conoscere niente delle persone, niente delle esperienze, niente della loro famiglia, niente delle vicende, niente delle attitudini etc.

Semplicemente non si può. E non si deve. Ed è invece proprio quello che succede in sedicenti convegni simili. Una mandria di peccatori (dei quali conosciamo solo le incoerenze più lampanti e pubbliche, ricordiamocelo bene) si riunisce per rompere le palle a chi vive in modo diverso da loro.

Ma poi, sono davvero diversi se, come pare, era pieno di utenti di Grindr?

Non solo loro vogliono vivere come ritengono giusto (nulla quaestio) ma devono dire a te come devi vivere (e allora m’imbestialisco).

Qui ci sono due diversi tipi di problema. Il primo è che tu ti senti senza dubbio nel giusto e l’altro è senza dubbio nel torto, atteggiamento che abbiamo già visto parlando di altri assiomi; e che fa scattare quel meccanismo emozionante in cui tu sconfiggi il diavolo e vieni consacrato come cavaliere del Bene Assoluto.

So che fino a qui si potrebbe anche essere indulgenti perché purtroppo siamo un po’ tutti soggetti a questo tipo di errore. Questo per una serie di motivi: abitudine, formazione, educazione, insicurezza, pigrizia etc.

Peccato che poi si inserisca il secondo tipo di problema ovvero quello che ti porta a vedere l’altro come minaccia per te, a vedere la conquista altrui di un diritto come minaccia per i tuoi diritti.

Parliamoci chiaro: se si permette a una coppia omosessuale di sposarsi non viene mica tolto tale diritto alle coppie eterosessuali. E lo stesso si potrebbe affermare per molti altri contesti.

Ma loro no, loro urlano che l’umanità finirà, che la famiglia verrà distrutta, che i bambini soffriranno (se ne riparla per l’assioma 24) etc.

E non è così. Sarebbe, secondo me, anche il caso di fare una riflessione sul fatto che si fa tanto casino intorno alle adozioni di minorenni da parte di coppie omosessuali scordandosi il fatto incontrovertibile che quei bambini sono nati da coppie eterosessuali che (al netto di milioni di vicissitudini possibili e che ovviamente ignoriamo) evidentemente non erano così perfette come vorrebbero farci credere…

Fra l’altro, questo mettere sempre davanti i bambini facendo finta di portare avanti una crociata per evitare loro le atroci sofferenze (quali?) date dalla vita svolta fuori da Santa Romana Chiesa è davvero patetico.

Anche perché altrimenti la maggior parte dei figli di questi signori separati, sposati, risposati, conviventi more uxorio sarebbe stesa sul lettino di qualche psicoterapeuta a farsi curare; cosa che non escludo a priori ma che, se effettivamente avvenuta, è stata più probabilmente dovuta all’idiozia dei propri genitori.

Ne consegue incontrovertibilmente che la partecipazione al Congresso della Famiglia è riservata a miserabili retrogradi fuori dalla Storia.

 

 

Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici

Quarantotto assiomi cinici - Lamberto Salucco | Rebus Multimedia