Eh beh, ve l’avevo detto che nell’assioma 16 avremmo riparlato di animali.

Ché poi raramente il problema è rappresentato dagli animali in sé, molto più spesso il problema sono i padroni degli animali. In questo specifico caso approfondiremo il concetto di stronzaggine di coloro che non zittiscono velocemente il proprio cane quando abbaia.

Ci sono persone per le quali risulta insopportabile il rumore delle unghie sulla lavagna. Ci sono persone per le quali risulta insopportabile il vagito di un neonato. Ci sono persone per le quali risulta insopportabile il latrato di un cane.

E poi ci sono io che non sopporto nulla. Intendiamoci, l’ultima volta che ho sbarellato per le unghie sulla lavagna avrò avuto undici anni e, non avendo figli, nella mia vita è abbastanza raro anche il fastidio dato dal pianto di un bambino.

Ma i cani sono una maledizione. Tu puoi andare a vivere sulla luna e si sarà sempre l’idiota di turno che ha un cane che abbaia.

E ci sarà sempre una giustificazione per questo casino, sempre: se stai in città abbaia perché “Poverino è stato in casa tutto il giorno tu capisci che cacchio vuoi vai a vivere in campagna se non vuoi rumori”, se stai in campagna abbaia perché “Poverino avrà il diritto tu capisci che cacchio vuoi vai in città se non ti piacciono gli animali.

No, maledetto minus habens. A me gli animali piacciono anche, sono nato in mezzo ai cani e ne ho sempre avuti in casa; io detesto proprio te.

Detesto il tuo distorto senso della libertà che ti porta a pensare che il diritto di abbaiare di un cane sia più importante del diritto alla tranquillità del tuo vicino.

Detesto il fatto che tu sviluppi una sorta di immunità a quel rumore fastidioso e che tu pretenda che anche il resto del mondo faccia altrettanto.

Per mesi sono stato svegliato alle tre e mezzo di notte dal cane di una famiglia di rintronati che vive vicino a casa mia.

Ammetto che il pensiero di farlo fuori mi ha sfiorato in più di una nottata insonne; ma è ovvio che sarebbe stata una carognata senza senso.

D’altra parte, non mi hanno mai aperto il cancello quando volevo dolcemente salutarli di persona, un gran peccato.

Io credo fermamente che un comportamento simile andrebbe sanzionato con una certa fermezza altrimenti diventa impossibile la convivenza civile fra le persone.

È di oggi (07/08/2020) la notizia di una multa di 166 euro fatta al padrone di un gallo che rompeva le palle a tutto il vicinato alle quattro e mezzo di notte.

Bene, viva, meraviglia, trionfo della civiltà!

E comunque, se proprio devi prenderti un cane vedi di assumerti anche le relative responsabilità che non sono affatto poche.

Per esempio: lo sai che un cane ha bisogno di essere portato fuori quotidianamente almeno due o tre volte? Lo sai che non può restare chiuso per ore su un terrazzino? Lo sai che ti devi ricordare di dargli da mangiare e da bere tutti i giorni, più volte al giorno? Lo sai che le spese veterinarie possono essere anche molto pesanti per una famiglia media? Lo sai che un cane è un essere vivente e non un peluche?

In più, fra le varie responsabilità che devi essere pronto ad affrontare, c’è anche quella di riuscire a portare avanti un decente quieto vivere con i tuoi vicini di casa (che, fra parentesi, dovrebbero anche evitare di berciare come forsennati dopo mezzanotte, comprarsi dieci euro di cuffie per guardare la televisione a una certa ora, mettersi le ciabatte per non galoppare nei corridoi come puledri impazziti, fare la lavatrice in orari decenti etc.).

Tornando agli animali quadrupedi, se non sei pronto a farti carico delle incombenze prima elencate forse faresti meglio a comprarti un pesce rosso.

Ne consegue incontrovertibilmente che se il tuo cane abbaia e non lo cheti entro dieci secondi hai senza dubbio la mamma che esercita una professione ambigua.

 

Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici

Quarantotto assiomi cinici - Lamberto Salucco | Rebus Multimedia