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    Assioma n° 23 – Motorino – 17/07/19

    Come promesso, continuiamo il discorso iniziato con l’assioma 8 ma stavolta parliamo di motorino, motoroni, motociclette, scooter etc.

    E uno potrebbe dire: se hai già parlato delle quattro ruote, cosa potrebbe mai cambiare per le due ruote? In realtà parecchio. Tanto per cominciare non ci vuole una laurea in fisica per rendersi conto che una macchina è sicuramente più stabile di qualunque trabiccolo elencato prima e questo può significare solo una cosa: che chi lo guida non può permettersi di stare meno attento di un automobilista.

     

    Il nostro tizio

    Invece, come capita spesso, si verifica esattamente il contrario, vediamo se riesco a fare un quadro sufficientemente preciso. Il prototipo del tizio che ho in mente è vestito pressappoco come quello descritto nell’assioma 10, compreso il colletto tirato su e l’abbigliamento colorato in modo improbabile. Ma tranquilli: dopo essere diventato un centauro comprerà solo tute, pantaloni, guanti, casco e giubbotto rigorosamente neri perché il suo mezzo gli sa di rock e anche lui adesso è rock.

    Il nostro tizio ha un’età compresa fra i trenta e quella indefinibile dei modelli fighi di successo, col barbone bianco curatissimo, a cui il nostro tizio cerca disperatamente, perdutamente, atrocemente (ma con scarsissimo successo) di assomigliare, una sorta di Gianluca Vacchi dei poveri.

    Il nostro tizio ha comprato uno scooterone, in genere di cilindrata assurda tipo dal 400 in su, come un Majesty o un TMax e ne è smodatamente orgoglioso, probabilmente il sabato lo porta anche regolarmente a lavare perché quando ci sono più di sei grammi di polvere sul cruscotto dice che è sporchissimo.

     

    Gli accessori del nostro tizio

    Il nostro tizio ha speso più di accessori che di motorino, tanto che adesso sembra un albero di Natale più che un mezzo di locomozione, per esempio il nostro tizio ha aggiunto subito la borsa porta GPS in tinta perfetta in modo che niente possa guastare l’estetica della nuova motoretta acchiappagonze.

    Ma il nostro tizio ha comprato subito anche il coprigambe (una delle cose più brutte e più tristi mai prodotte nella storia del pianeta Terra: se ti lamenti del freddo e della pioggia prendi l’autobus) che rende praticamente impossibile mettere a terra i piedi e ti costringe a goffe piroette per mantenere l’equilibrio ai semafori.

    Il nostro tizio ha anche acquistato i coprimanopole che, oltre a sapere di sfigato esattamente come il coprigambe, rende molto scomoda qualsiasi manovra e mina notevolmente la stabilità e la reattività del guidatore.

    C’è da dire che anche trasportare il mondomondiale con lo scooter non è certamente una cosa furba da fare e qui ammetto di avere anch’io qualcosina da farmi perdonare perché ho spesso abusato della capacità di carico dei miei motorini (con uno feci addirittura il trasloco fra due studi) ma ovviamente senza mettere mai a rischio la sicurezza altrui, non sono grullo.

     

    E quindi?

    E veniamo al sodo: si può parlare di tutto e scherzare su tutto ma alla fine si torna sempre lì, non è possibile concentrarsi davvero su due compiti nello stesso momento e aspettarsi di svolgere al meglio entrambi. Quando guidi devi guidare. Guida e basta.

    Sì, magari talvolta è possibile qualche eccezione.

    Ma sì, in macchina puoi ascoltare il radiogiornale o il notiziario del traffico.

    Sì, puoi ascoltare i Dream Theater (fino a Octavarium, dopo sono peggiorati parecchio) se non scuoti troppo la testa.

    Certo, sì, puoi ascoltare le indicazioni del navigatore per non perderti nei tuoi lunghissimi viaggi esotici da casa all’ufficio.

    Tecnicamente, anche se sarebbe da sconsigliare, in automobile puoi anche conversare al telefono ma solo se usi il vivavoce o un l’auricolare e se sei in totale sicurezza. Ovviamente non puoi mai e poi mai leggere o mandare messaggi e nemmeno registrare vocali su Whatsapp.

    Apro una rapida parentesi: fra l’altro, prima o poi qualcuno mi spiegherà perché quando la gente parla al telefono tiene lo smartphone in modo normale mentre quando sta registrando un messaggio vocale (che, detto fra noi, rappresenta l’antipatia fatta comunicazione) deve tenere il cellulare davanti alla bocca come se lo dovesse mangiare; quando lo chiedi a qualcuno generalmente ti risponde “Guarda che il microfono è lì sotto”. Ma che tu sia maledetto, se il microfono funziona bene quando sei impegnato in una conversazione telefonica, perché non dovrebbe farlo quando registri un vocale? Chiudo la rapida parentesi e torno nel seminato.

     

    Concludendo

    In macchina, dicevo, esistono queste eccezioni ma in motorino no, non puoi usare il cellulare a meno che non ti fermi sul lato della strada.

    È davvero pericoloso, ti distrae eccessivamente e qualora tu lo tenga sportivamente incastrato fra l’orecchio e il casco rischi anche che scivoli mettendo in pericolo te (non ce ne potrebbe fregare di meno) e gli altri (e qui invece ci si incazza molto).

    Ne consegue incontrovertibilmente che persone intelligenti che parlano guidando lo scooter con il cellulare incastrato nel casco = 0.

     

     

     

    Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici

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    Quarantotto assiomi cinici - Lamberto Salucco | Rebus Multimedia

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    Lamberto Salucco - Rebus Multimedia - Firenze

    Lamberto Salucco

    (Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).