Questo è uno di quegli assiomi che fotografano un momento preciso e nella seconda metà di luglio 2019 questo argomento era uno dei padroni indiscussi di prime pagine, telegiornali e social.
Qualora non lo sapeste, Bibbiano è una ridente (?) cittadina di circa diecimila anime in provincia di Reggio Emilia, di cui nessuno aveva mai sentito parlare nemmeno per sbaglio fino all’estate del 2018 quando è stata avviata un’indagine sui servizi sociali della zona.
Il motivo fu l’alto numero di accuse di abusi che questi ultimi avevano rivolto a genitori del territorio. Per farla breve, secondo le accuse portavano via questi bambini a famiglie che non sempre avevano fatto qualcosa di male, alterando e manipolando le testimonianze dei minori coinvolti.
Una vicenda complessa e dai risvolti davvero drammatici nella quale (forse) si inizierà a capire qualcosa quando veri giudici emetteranno vere sentenze in veri tribunali. Questo dovrebbe essere banalmente il pensiero di una persona normale, con un quoziente intellettivo normale e che ragiona in modo normale.
Ma la vicenda di Bibbiano era destinata a diventare qualcosa di più. Questo perché riunisce in sé una serie di elementi che sono perfetti per creare un caso politico. Vediamo di puntualizzare due o tre cosette che possono rendere più chiaro e leggibile il contesto in cui si è generata questa tempesta perfetta.
Bambini e comunicazione
Innanzitutto si parla di bambini e se sei un leader politico è imperativo non perdere mai l’occasione di mostrarsi paladini dei diritti dei più deboli, no? Guadagni immediatamente consensi (chi affermerebbe mai di essere a favore della violenza sui minori?). Poi permetti ai tuoi elettori e ai tuoi sostenitori di identificarsi con te. E quindi di sentirsi a loro volta coraggiosi paladini dei bambini dalla parte del giusto. È una sensazione importante e soddisfacente che non scorderanno e come abbiamo già accennato in precedenza non scorderanno nemmeno che è collegata in qualche modo a te. Ma i gonzi abboccano.
Bambini e politica 1
Il secondo elemento è che il sindaco di Bibbiano era del Partito Democratico e quindi una perfetta vittima sacrificale politica. A me difendere il PD non interessa per niente, non li ho mai votati e non ci ho mai lavorato però bisogna essere onesti fino in fondo. Questa retorica ridicola che vuole il Partito Democratico come il massimo della corruzione, il massimo della disonestà, il massimo della spregiudicatezza e il massimo della connivenza con il crimine organizzato è francamente insopportabile. Fra l’altro questo sindaco venne arrestato e poi messo ai domiciliari. Salvo poi essere scarcerato dopo cinque mesi e reintegrato nelle proprie funzioni perché la Cassazione ha stabilito che non sono mai esistite le condizioni per l’arresto. Precisiamo anche che era accusato di abuso d’ufficio e di falso. Erano accuse relative all’affido di incarichi e locali che quindi coi bambini non c’entravano davvero un tubo. Ma i gonzi abboccano.
Bambini e politica 2
E veniamo all’inevitabile terzo elemento: l’opposizione politica. In questo momento (agosto 2020), in Italia governa una strana alleanza M5S-PD, nata dopo lo sfaldamento di quella precedente M5S-Lega ad agosto 2019. Niente di strano, la politica è fatta di queste cose . Però sarebbe bene ogni tanto ricordare che ciò che viene strombazzato a uso e consumo dei propri elettori (o dovrei chiamarli fedeli?) non è sempre così lineare e coerente. Per esempio, riguardo alla vicenda di cui stiamo parlando, Luigi Di Maio disse la famosa frase (luglio 2019, esiste il video): “Io col partito di Bibbiano non voglio avere nulla a che fare, col partito che in Emilia Romagna toglieva i bambini con l’elettroshock per venderseli io non voglio avere nulla a che fare”.
Ovviamente il PD minacciò ogni tipo di ritorsione, denunziekuereleh etc. Ma poco dopo fece nascere con loro il nuovo Governo. Anche la Lega attaccò il PD per mesi su Bibbiano: magliette, striscioni, hashtag, offese sui social e nelle interviste. Qualunque cosa tu scrivessi in un commento su Facebook o su Twitter, c’era sempre immancabile il grillino o il leghista che ti rispondeva con una serie infinita di frasi preconfezionate tipo “E allora Bibbiano?” oppure “#parlatecidibibbiano”, vicenda sulla quale nessuno è minimamente preparato ma che è diventata un’arma molto potente nelle mani della comunicazione distorta e a senso unico di un certo tipo di politica.
Per un periodo della mia vita mi sono occupato esattamente di questo, diciamo che so come funziona. Ma i gonzi abboccano.
Comunque mi fermo qui perché la vicenda è davvero complessa, è ancora in divenire al momento in cui sto scrivendo. Quindi potrebbero emergere nuove prove e nuovi capi d’accusa. Ma soprattutto perché in realtà mi interessa il giusto e mi pare anche che il pippone sia sufficiente.
Però questi avvenimenti non vanno scordati, è bene ricordarseli, è molto importante ricordarseli. Altrimenti abbocchiamo anche noi.
Ne consegue incontrovertibilmente che chiedere ossessivamente della vicenda di Bibbiano dovrebbe far decadere la patria potestà sic et simpliciter.
Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici“








