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    Assioma n° 25 – Dark – 03/08/19

    Le serie televisive mi attirano parecchio e questo non accade solo da quando hanno iniziato a minare il dominio precedentemente incontrastato dei film. Mi affascina l’idea che si possa avere più tempo per definire i contorni dei personaggi e per sviluppare la trama, mi piace il fatto che il prodotto è più comodamente fruibile (per me trovare 40 minuti liberi per un episodio è molto più facile rispetto a trovare due ore libere per un film intero) e posso affermare che da una quindicina d’anni dedico la mia attenzione più alle serie che al cinema. Tra l’altro riparleremo di questi argomenti quando tratterò l’assioma 39.

    È innegabile che negli anni siano usciti veri e propri capolavori a puntate, non starò qui a fare l’elenco di tutte quelle che mi sono piaciute ma alcune sono rimaste davvero nel mio cuore. The Shield, Breaking Bad, Stranger Things, Black Mirror, Narcos, Sense8 e potrei andare avanti per pagine.

    Ma veniamo all’argomento dell’assioma. Alla fine del 2017 è uscita la prima stagione della serie tedesca Dark che poi ha avuto un seguito nel 2019 e infine la sua conclusione nella terza e ultima stagione del 2020. La trama parte dalla scomparsa di un paio di bambini da una cittadina in Germania. Ma si allarga a dismisura fino a comprendere fenomeni e avvenimenti di ogni tipo.

    La difficoltà nel seguire gli eventi narrati non è subito chiara, spesso mi sembrava di essere in grado di riconoscere ogni persona e di collocarla esattamente dove avrei dovuto ma in realtà non era sempre così. Solo i personaggi principali sono circa una ventina (e già qui siamo sopra la media, se escludiamo quel delirio di Game of Thrones che da questo punto di vista mi pare proprio eccessivo) ma bisogna considerare che, trattando la serie in buona parte di viaggi nel tempo, questa ventina di tizi si può incontrare, oltre che ai nostri giorni, anche alla fine dell’Ottocento, negli anni ‘20, negli anni ‘50, negli anni ‘80 o nel futuro. Questo moltiplica ovviamente il numero di persone da dover riconoscere per potersi godere le puntate, magari li vedi più giovani, magari li vedi molto più vecchi e il delirio è praticamente assicurato.

    Nella terza stagione, quella finale, per non farsi mancare nulla l’intreccio non si muove solo sulla linea temporale ma anche su due mondi diversi, diciamo uno principale e uno parallelo. E qui il mio cervello è imploso. Devo peraltro ammettere che ho riguardato interamente le prime due stagioni prima di affrontare l’ultima. È una cosa che non faccio mai perché detesto vedere serie TV o film due volte. Però a questo giro non avevo altra scelta e sono contento di averlo fatto, altrimenti mi sarei divertito la metà.

    Eppure non sono completamente scemo e di roba complicata e contorta ne ho vista parecchia. Ho visto Fringe e ho più o meno sempre capito in quale universo e tempo si trovavano. Ho visto Westworld e riuscivo a distinguere quasi sempre i diversi piani della narrazione. E ho visto Twin Peaks, districandomi benino fra sogno e realtà. Ho visto Lost e (tranne alcuni momenti di follia totale) ho trovato un modo di non perdermi nelle digressioni e nei salti. Ho visto Mr Robot e non ho perso completamente il senno dietro alla mente del protagonista.

    Forse Dark è quella dove mi sono trovato, guardando un personaggio, più spesso a dire: “E questo chi cacchio era?”. Un po’ come quando guardo un horror coreano.

    Ne consegue incontrovertibilmente che un QI di 132 non è purtroppo sufficiente per poter seguire perfettamente la trama di “Dark”.

     

     

     

    Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici

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    Quarantotto assiomi cinici - Lamberto Salucco | Rebus Multimedia

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    Lamberto Salucco

    (Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).