Questa frase non è mia ma la trovo meravigliosa. Credo di averla rubata a un rapper (Willie Pejote, che non conosco affatto) sebbene la versione originale fosse leggermente diversa: “I cani sono migliori delle persone che dicono che i cani sono migliori delle persone”. Diciamo che conclude degnamente la trilogia (5, 16, 27) di assiomi dedicati al mondo degli animali, degli animalari, degli animalati etc.

E qui siamo davvero all’apoteosi: qui si parla della gente che deve necessariamente esaltare le caratteristiche dell’animale rispetto a quelle dell’uomo, arrivando a identificare alcune azioni come prova di una bontà innata delle bestie. A riprova di quanto dico, esiste anche tutta una letteratura di bufale sulla cosiddetta umanizzazione del comportamento degli animali, ovviamente negata dai tifosi dei quadrupedi. Come spesso capita, il problema sta nel fatto che un elemento A giudica e interpreta il comportamento di un elemento B col proprio inalterabile metro di giudizio.

Si tratta di un errore normale, intendiamoci, tutti noi lo commettiamo: gli adulti vedono i giovani particolarmente immaturi perché li paragonano a sé stessi, magari scordandosi di quanto fossero bischeri anche loro alla stessa età. I maschi giudicano il comportamento delle femmine secondo la propria sensibilità, sbagliando. Le femmine fanno altrettanto, classificando le azioni dei maschi secondo il proprio modo di ragionare etc.

Tornando agli animali, gli esseri umani giudicano il comportamento delle bestie antropomorfizzandole, esattamente come facevano gli antichi greci quando affibbiavano sentimenti umani (gelosia, desideri, invidia) alle divinità. Ed ecco che quindi il cane Fuffi diventa generoso o comprensivo o paziente mentre la realtà è semplicemente che il cane Fuffi è solo un cane che non si arrabbia se nessuno gli rompe l’anima e che si arrabbia se qualcuno gli rompe l’anima. Tutto il resto è solo una forzata interpretazione umana di sentimenti umani che con Fuffi non c’entrano un tubo.

Con questo non voglio dire che Fuffi sia cattivo perché già il concetto di cattiveria si può applicare solo a un essere umano; però, per lo stesso ragionamento, Fuffi non può essere nemmeno buono perché non ha senso giudicare il suo comportamento secondo categorie che appartengono solo agli esseri umani.

E non sto nemmeno sostenendo il famoso homo homini lupus (affermato da Hobbes e prima di lui da Plauto) perché appunto non credo in una cattiveria innata degli animali ma in una loro “ferocia naturale”: se ti devo menare per sopravvivere stanotte dormirò comunque come un bambino e non c’è niente di male in tutto questo finché viviamo in uno stato di natura. Poi però si arriva allo stato di diritto e la musica cambia e parecchio ma solo per gli umani, gli animali continuano a fregarsene allegramente.

Quindi le bestie non sono migliori degli uomini, non sono nemmeno peggiori degli uomini. Le bestie sono diverse dagli uomini e mescolare le due cose è solo un comportamento poco intelligente.

Ne consegue incontrovertibilmente che “gli animali sono migliori delle persone che dicono che gli animali sono migliori delle persone”.

 

Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici

Quarantotto assiomi cinici - Lamberto Salucco | Rebus Multimedia