Cercherò di contenere la spiegazione di questo assioma in un testo di breve durata e di facile comprensione anche perché la sua pubblicazione mi ha attirato l’antipatia di molte persone sebbene la mia intenzione non fosse di offendere nessuno ma solo di fotografare una situazione.

Però adesso qualche numero è necessario per introdurre il tema, vediamo di toglierceli subito dai tre passi: gli ultimi dati disponibili del decreto MIUR per l’anno scolastico 2019-2020 davano un totale di oltre ottocentomila posti per gli insegnanti e di ben 203.434 posti ATA (personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) disponibili. Più di un milione di persone.

Lasciamo perdere gli insegnanti dato che l’assioma si riferisce al personale non docente e concentriamoci sugli ATA, cioè su tutto il resto. Approssimativamente il 40% dei posti ATA disponibili sono nel Nord Italia, il 25% nel Centro Italia e il 35% nel Sud Italia.

Di questi oltre duecentomila posti di lavoro, abbiate pazienza ma devo ripetermelo perché il mio cervello si rifiuta di elaborare questa cifra, circa il 23% sono per Assistente Amministrativo (per intenderci segreteria, amministrazione etc.), circa l’8% sono riservati al ruolo di Assistente Tecnico (quelli che stanno dietro ai laboratori tecnici etc.) e circa il 4% sono per i Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (che, in pratica, sono dei coordinatori secondi per importanza solo al Preside della scuola). Infine, circa il 65% sono per i Collaboratori Scolastici ovvero i bidelli: 131.143 posti da bidello. Ragazzi, davvero tanti. Un esercito.

Ora, nella mia vita di docenze mi sono sempre occupato di formazione professionale e non ho mai davvero insegnato a scuola ma mi è capitato molte volte di tenere lezioni per i miei corsi, spesso di pomeriggio, in aule scolastiche affittate. La mia esperienza con il personale scolastico, quindi, se escludiamo gli anni in cui frequentavo il liceo non è enorme ma nemmeno misera e mi sono fatto un’idea di come funziona la cosa anche in base alle persone che ho via via incontrato.

Per affrontare l’argomento potremmo innanzitutto creare un sotto-assioma tipo: “L’essere umano nato da Roma in giù è naturalmente, socialmente e culturalmente predisposto a partecipare (e non di rado vincere) a qualunque concorso che possa garantirgli un posto fisso statale, ma di quelli talmente fissi che ti possono licenziare solo se fai una strage con un AK-47”. Bisogna riconoscerglielo, esistono tipologie di persone adatte per lo sport, altre portate per la matematica, altre ancora per la gestione del personale etc.

La persona di cui parlo io ha invece fatto dello stipendio fisso (possibilmente con più di dodici mensilità, compensi individuali accessori e indennità vacanze contrattuali) il fine della propria esistenza, quasi una sorta di missione che fra l’altro permette loro anche di farsi una famiglia, mantenere figli etc. Sanno esattamente quando ci sarà il tale concorso, se non lo sanno c’è Gualtiero il figlio di Gino che ha un amico al Ministero e ce lo fa sapere per tempo. Sanno anche come prepararsi al meglio, praticamente lo fanno di lavoro. In aggiunta conoscono il diritto del lavoro, il mondo dei sindacati e la previdenza sociale meglio del tuo commercialista.

Intendiamoci: non c’è mica niente di male e non stanno solamente al Sud, la metà dei dipendenti pubblici italiani (dati riferiti al 2017) sono nel Nord Italia. Poi magari qui si dovrebbe aprire una parentesi per verificare quanti di questi sono emigrati dal Meridione proprio per cercare lavoro ma la cosa diventerebbe estremamente lunga e noiosa ma ci siamo capiti. Per esempio: qualcuno prima o poi mi spiegherà perché gli autisti degli autobus a Firenze sono praticamente tutti campani.

Comunque, tornando a noi, il vero problema è che il livello del personale non scolastico è agghiacciante: sono praticamente tutte donne che, come tantissimi statali anche fuori dall’ambito scolastico, parlano tra loro solo ed esclusivamente dei loro orari, delle loro ferie, dei loro permessi, delle loro colleghe che non fanno nulla etc. Se li interrompi per fare una domanda (sarebbero pagati € 1.300 al mese per star lì a servire a qualcosa) ti devi sentire in colpa anche perché tanto non sanno mai cosa risponderti: sapere “dove si trova l’aula informatica” è più difficile che conoscere il Terzo Segreto di Fatima, la chiave ce l’ha sempre “Rosaria che però oggi non c’è”, “Vada pure in aula 23, tanto oggi non c’è nessuno” e invece è piena di gente, ottenere informazioni su dove parcheggiare durante la lezione esula dai loro compiti e anche dal loro comprendonio (una volta a fine giornata sono rimasto chiuso due ore nel parcheggio di una scuola lontana cento chilometri da casa mia con un custode che non aveva la chiave). Sto solo citando cose capitate a me personalmente e potrei continuare ma mi parrebbe eccessivo. Ho deciso inoltre di non parlare del livello degli Assistenti Tecnici perché lì sono davvero competente e mi sembrerebbe di sparare sulla Croce Rossa.

Alla fin dei salmi è anche normale che sia così, è proprio una questione di numeri: tempo fa non era nemmeno richiesto un diploma di scuola superiore per fare il bidello e comunque esistono i concorsi ma la gente che vince il concorso verrà ovviamente sempre selezionata fra coloro che hanno partecipato al concorso. E dato che l’identikit precedente descrive bene il professionista dei concorsi…

Ne consegue incontrovertibilmente che il personale scolastico non docente è costituito al 99% da donne, del Sud Italia, sposate, con età compresa fra 50 e 65 e curriculum molto magro.

 

Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici

Quarantotto assiomi cinici - Lamberto Salucco | Rebus Multimedia