Ecco, ora mi attirerò anche le ire di qualche amico.
Uno dei tratti distintivi del perfetto analfabeta funzionale (lo so che non è una gran definizione ma così si fa tanto prima e io ho poco spazio) è pensare di essere uno dei pochi che non possono essere fregati. Fregati da chi? Boh, in realtà non importa.
Loro, quei pochi, non possono essere fregati e basta.
E come ti fregano in genere? Beh, ovviamente con i canali di diffusione cosiddetti “mainstream” ovvero in pratica la totalità di quotidiani, radio ed emittenti televisive.
E qual è la geniale soluzione? Evitare qualunque cosa abbia un fondamento tecnico-scientifico e abbracciare fogne deliranti dove chiunque può scrivere il cavolo che vuole senza un contraddittorio decente e senza che nessuno lo possa contestare.
Intendiamoci: l’idea di cercare sempre fonti alternative è meravigliosa e in parte anche condivisibile ma non è assolutamente sufficiente.
Come al solito manca la via di mezzo e si tende a semplificare eccessivamente; cosa che da che mondo è mondo comporta un inevitabile e drastico impoverimento del ragionamento, nonché un’altissima probabilità di incappare in tragedie sofistiche involontarie.
Televisione sì o no?
Praticamente è la storia del tizio che per montare a cavallo si dà una spinta eccessiva. Invece di atterrare sulla sella, finisce per cadere rovinosamente dall’altra parte; un tizio ha paura di cadere nel tranello di A che (secondo lui) lo vuole fregare, per evitare ciò finisce per ascoltare B che afferma di proteggerlo dal cattivo A ma alla fine è proprio B che lo manipola davvero.
E quale sarebbe, quindi, la morale? Iniziamo dicendo subito che la televisione è un canale di comunicazione che ha perso terreno da quando internet è davvero esploso; connessioni velocissime, costi praticamente nulli, social network, smartphone e potrei andare avanti.
Ma diciamo anche la televisione è ancora un potente mezzo in grado di veicolare messaggi e contenuti a una platea enorme di utenti in tutto il mondo.
Inoltre, sembra ridicolo doverlo ricordare ma non tutte le trasmissioni televisive sono brutte, stupide, di parte, manipolatrici, serve dei poteri forti, votate al terrore, possedute dal demonio o dai rettiliani etc.
Anzi: devo dire che, tranne alcune eccezioni, i palinsesti delle varie emittenti contemplano non troppo raramente anche programmi di un certo spessore.
Aggiungiamo che il televisore (inteso ovviamente come apparecchio in grado di ricevere le trasmissioni televisive) può servire anche ad altro. Le smart tv per esempio consentono la visione di Netflix e affini, l’ascolto di emittenti radio, la navigazione internet ivi compresi i social network, la visione di foto e video da USB e tante altre belle cose.
Ne consegue incontrovertibilmente che chi si vanta di non avere un televisore in casa è spesso un coglione.
Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici“








