Qui siamo proprio all’apoteosi della stupidità. Partiamo da un concetto: è ormai assodato che per ottenere voti oggigiorno occorre porsi come elemento di rottura col passato.
Qualcuno dirà che è sempre stato così, guardiamo l’homo novus nell’antica Roma e prima ancora.
È vero: la Storia è piena di esempi di tizi che sono venuti fuori da contesti meno scontati e “battuti”, e che hanno rappresentato l’incarnazione del sogno di rinnovamento, una forma di novità che spesso però nasconde tratti di grande continuità coi precedenti ma questo è un altro discorso che ci porterebbe assai lontano e quindi lo sego all’istante in modo da tornare all’argomento principale.
Ora, ho trovato un vecchio dato sul numero di politici in Italia, sicuramente oggi tale dato risulta superato e impreciso ma in questo contesto mi basta e mi avanza.
Lo so: “politici” è un’espressione poco intelligente, imprecisa e vaga ma mi adeguo a quella riportata nell’assioma, visto quanto dà fastidio?
Comunque, questo dato parla di 630 deputati, 315 senatori, 1.117 consiglieri regionali, 8.094 sindaci, 120.490 consiglieri comunali e 35.254 assessori comunali ai quali dovremmo aggiungere (non so se ci sono ancora e non mi interessa nemmeno approfondirlo) 3.246 consiglieri provinciali, 858 assessori provinciali e un numero imprecisato di consiglieri circoscrizionali per un totale di circa centosettantamila persone.
Ma è mai possibile usare un’espressione unica per definire centosettantamila persone? No.
Saranno tra loro tutti uguali, con la stessa preparazione, senso dello Stato, serietà, cultura, abnegazione, coraggio, coerenza e chi più ne ha più ne metta? No.
E allora quando si dice che “i francesi sono così” oppure che “le donne sono cosà” o roba tipo “i bassisti hanno questa caratteristica”?
Sono simpatiche idiozie che vanno benissimo in contesti rilassati, non ufficiali e che spesso sono benevoli e non vanno oltre un sanissimo sfottò da chiudere con una birra e una risata.
Ma il deficiente tipico che utilizza l’espressione “i nostri politici” lo fa sempre ed esclusivamente per denigrare, offendere e spesso calunniare. Perché lo fa?
Perché uno degli sport nazionali preferiti dal popolino è ovviamente scagliarsi contro il Potere, anzi contro i poteri forti, quelli che contano davvero.
C’è sempre un nemico formidabile contro cui far finta di combattere quando non conti una seganulla nel mondo.
Così ti convinci che c’è un antagonista potentissimo e che tu stai dando un senso alla tua insignificante vita lottando con una spada infuocata contro il mostro cattivo.
E così ti senti meno insulso ma è solo una proiezione della tua miseria quotidiana, quella che noi tutti sperimentiamo.
Però se ti tolgo il cattivone tu ti senti ancora più inutile e allora io-populista alimenterò le tue irrazionali fobie nominandoti per un’inesistente chiamata alle armi, così ti farò sentire figo.
E tu ricorderai il fatto che ti ho fatto sentire figo, esattamente come un uomo (o una donna) quando ricorda che l’ex partner lo faceva sentire speciale e ne sentirà la mancanza.
Stesso meccanismo, stessa tristezza.
Tornando al calcolo super approssimativo del numero di “politici” in Italia: è un conto affidabile? No.
L’ho fatto con metodo scientifico? No.
È più vicino a una puttanata populista che a un’analisi seria? Certamente, così siamo perfettamente in linea con chi usa quell’espressione.
In realtà ci sarebbe anche da aprire una parentesi sul fatto che per quanto nuove, progressiste, innovative e rivoluzionarie possano essere queste persone elette una cosa è certa: verranno sempre pescate nel bacino di noi esseri umani (se non volete proprio credere alle bischerate complottiste sui rettiliani), giusto?
Ne consegue quindi che “i nostri politici” sono sicuramente gente come noi. Siamo noi, potremmo essere noi, potrebbe essere un nostro amico, potrebbe essere un nostro parente.
E allora? Che senso ha dividere il mondo in due squadre tipo Kenny in South Park? Nessuno.
Non esiste nessun “noi” e nessun “loro”, anche questa è una conseguenza della malattia mentale che ti porta a credere romanticamente che i perfidi sono gli altri e che possiamo creare una barriera per tenerli alla larga e migliorare il mondo, un’idea che devo ammettere è proliferata in modo preoccupante specialmente da quando sono arrivati i grillini.
D’altronde, “gli italiani sono sempre gli altri”, no?
E se, purtroppo, non esiste un modo assoluto e semplice per isolare i cattivi. La verità è che dobbiamo migliorare noi stessi, i nostri amici e i nostri parenti; dobbiamo curare con grande dedizione la formazione e la preparazione dei nostri figli se vogliamo sperare che in futuro ci saranno più persone degne di governare, in modo da far aumentare le probabilità che vengano eletti elementi validi e illuminati.
Ma occorre ricordare che non esistono scorciatoie, si tratta di un processo difficile e lungo.
Ne consegue incontrovertibilmente che usando l’espressione “i nostri politici” una persona confessa automaticamente la propria completa e irreversibile idiozia.
Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici“








