ASSIOMA N° 38 – Sovranista 04/07/2020

Il sovranista ovviamente scrive le proprie accese invettive su un social network italiano con uno smartphone italiano o con un computer italiano.

Ovviamente la sera si rilassa guardando su un televisore italiano la TV. Un servizio di contenuti italiano in abbonamento. O la partita della sua squadra del cuore dove giocano solamente giocatori italiani.

Ovviamente tutti i mobili e gli oggetti di arredamento nella sua casa sono italiani.

Il sovranista ovviamente non ha mai addosso un capo d’abbigliamento o un accessorio che non sia stato prodotto interamente sul suolo italico.

Ovviamente tutti i mezzi di locomozione che possiede e che guida (biciclette, motorini e automobili) sono italiani.

Ovviamente non mangia mai in un ristorante cinese, indiano, greco, messicano.

Il sovranista ovviamente non pranza mai in un fast food americano. Lui mangia solo cose italiane nei ristoranti italiani. E anche quando va a fare la spesa, ovviamente in un supermercato italiano, acquista solo beni e generi alimentari italiani (allevati, prodotti o coltivati in Italia).

Ovviamente fa sempre le vacanze all’interno dei confini italiani. Ecco, questa cosa mi ha fatto davvero arrabbiare. A maggio finisce il lockdown causato dal coronavirus, i danni economici sono davvero enormi e si prospetta una grande crisi. E iniziano due mantra ossimorici che fanno sembrare cani e gatti amici per la pelle, avrei potuto scriverci un assioma alternativo: “Il sovranismo è quella cosa stupida per cui tu, verso maggio, inviti tutti gli italiani a fare le ferie restando in Italia ma contemporaneamente pretendi che anche gli stranieri vengano a farle in Italia”. Davvero imbarazzante.

Non voglio nemmeno entrare nel discorso della sua religione (che lui ritiene nella propria crassa ignoranza essere italiana) o della lingua (che se sapesse quante parole italiane sono in realtà arabe, francesi, tedesche gli verrebbe un travaso di bile).

E poi c’è l’argomento davvero spinoso: l’economia, specialmente in un periodo folle come questo. L’idiozia di pensare che una singola nazione come l’Italia, già funestata da atteggiamenti e comportamenti altamente autodistruttivi, possa reggere il confronto con potenze del calibro degli Stati Uniti d’America, la Russia o la Cina la dice lunga. Siamo un Paese bellissimo e gli italiani hanno indiscutibilmente qualità mentali e artistiche spesso uniche e di grande pregio e che vengono riconosciute in tutto il mondo.

Ma abbiamo anche dei difetti terribili. E sono proprio questi difetti il nostro vero limite che ci impedisce un’evoluzione per stare al passo coi tempi e con gli altri. Siamo troppo approssimativi, poco precisi, poco affidabili, tendiamo per natura a cercare di fregare il prossimo, la nostra burocrazia è stata in grado di spaventare e far fuggire (a ragion veduta) fior di investitori, siamo ingovernabili, incorreggibili e tante altre non troppo belle cose.

La nostra unica speranza è nella collaborazione con altri che abbiano bisogno delle nostre caratteristiche per completarsi e che possano a loro volta completare noi con le proprie. E il mio parere è che questo debba essere fatto in un contesto europeo, fosse per me farei gli Stati Uniti d’Europa oggi stesso.

Sento già da qui i risolini poco acuti, non sono completamente scemo e quindi sono consapevole delle enormi difficoltà (forse insormontabili) in un progetto del genere ma sognare è gratis e resto comunque convinto del fatto che ogni passo andrebbe fatto in quella direzione. In questo modo, anche se dovesse essere un traguardo irraggiungibile, ogni sforzo sarebbe stato compiuto verso lo scopo giusto, avvicinandoci invece che allontanandoci.

Certo che fa arrabbiare vedere che il 4 marzo, all’inizio del dramma della pandemia, la Germania e la Repubblica Ceca (anche la Francia ma ci sono alcune differenze) si sono affrettate a bloccare ogni esportazione verso l’Estero di materiale medico protettivo ma è proprio con un intervento deciso dell’Unione Europea che dopo dieci giorni si sbloccò la situazione. Ed è anche per situazioni simili che è necessario un Ente sovranazionale che possa coordinare le esigenze e gestire gli egoismi.

Gli Stati sono governati da esseri umani e quindi purtroppo soggetti alle medesime miserie e difetti. Se una nazione come la Germania è caduta nell’errore dimostrando mancanza di solidarietà, pensate quanto illuminate e altruiste potranno mai essere le posizioni di Ungheria, Polonia, Austria, Olanda etc. Quando le nostre capre sovraniste fanno accordi in giro per il mondo con altre capre sovraniste si celebra il trionfo assoluto della stupidità ipocrita. Come diavolo fa uno che dice “Prima i miei!” e fare accordi con un altro che dice “Prima i miei!”? Non può, è una presa in giro.

Ma questa truffa appare invece credibilissima all’elettore medio di alcuni partiti che si sente così cullato dalla certezza che anche altrove ci sono persone:

  • che la pensano come lui
  • che pensano alla Patria
  • che pensano a quelli nati all’interno dei confini
  • che si preoccupano per la famiglia vera, quella fatta da un padre e una madre e che deve mettere al mondo i figli
  • che credono al vero dio etc.

Un insieme di stupidaggini di cui abbiamo già parlato ma che (mutatis mutandis) trovano terreno fertile in tutti noi. Facciamo un esempio per chiarire cosa intendo. Perché quando compriamo la carne al supermercato siamo più contenti e ci sentiamo più al sicuro se c’è scritto che è italiana e non francese? Non lo sappiamo, forse, che nello stesso momento c’è un francese che è al supermercato e sta controllando che la carne nel proprio carrello sia francese e non italiana? E lo stesso sta succedendo in Spagna e in tante altre nazioni.

Capirei se si trattasse di Paesi che si trovano dall’altra parte della Terra o le cui normative igieniche possano essere poco affidabili ma così non ha molto senso.

Ne consegue incontrovertibilmente che se sei un sovranista e ti lamenti del sovranismo degli altri Paesi, hai un QI < 80.

 

 

 

Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici

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Lamberto Salucco

(Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).
 

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