ASSIOMA N° 39 – Serie TV 05/07/2020

Nell’assioma 25 avevo trattato la serie TV Dark ma adesso, come preannunciato, è il momento di affrontare l’argomento da un altro punto di vista.

Il problema non sono i film, il problema non sono i telefilm (eh sì, sono davvero vecchio, li chiamo ancora così ed è subito “Sulle strade della California”), il problema non è nemmeno avere i propri gusti. Il vero problema sono gli account Twitter e le Pagine Facebook dove si parla di questa roba. Lì alligna il Male, quello vero.

Quando uno ha appena attivato Amazon Prime Video o Netflix o qualunque altra diavoleria che permetta di guardare roba in streaming, ha sempre un periodo di incertezza data la poco familiarità con la piattaforma e si iscrive a Gruppi/Pagine Facebook per parlare con gli altri utenti e chiedere pareri, consigli etc. Tutto molto bello, praticamente internet è nato per questo ma lì, in quei luoghi di discussione, si annidano le cose più terrificanti, le persone più terrificanti. Elencherò qualche tipologia, per spiegarmi meglio.

Per esempio ci sono quelli che tutto deve essere gratis. Quelli convinti che tutto debba essere reperibile online senza pagare. Quelli convinti che chi paga per vedere i contenuti sia un cretino o, nella migliore delle ipotesi, un riccone. Sono quelli che si barricano dietro a un’infantile idea che il popolo abbia il diritto di ascoltare musica e di vedere film o serie senza pagare. Gente che ovviamente non capisce che senza il contributo di chi guarda la roba sarà impossibile continuare a produrre contenuti in futuro. Ma cosa vuoi che capiscano loro di lavoro, produzione, tasse e diritti? Non gli interessa, vogliono la roba gratis e velocemente sennò si annoiano.

Io non ce la faccio più, dico sul serio. Quando iniziarono a craccare le mie app per gli esami ECDL io mi limitai a intervenire nei forum dove giravano le versioni apocrife con una domanda: “Perché avete craccato le mie app se sono gratuite?”. Ovviamente non ho mai ricevuto alcuna risposta ma mi sembra chiaro che ormai la gente ha confuso il concetto di “accesso alle informazioni” con quello di “tutto ti è dovuto prendi quello che vuoi”.

Poi ci sono quelli che si lamentano di tutti i film e di tutte le serie perché nel loro intelletto deviato chi è figo e competente si lamenta sempre. Sono quelli che si sono formati alla scuola di Masterchef dove i giudici sono cattivissimi. E loro si convincono che se criticano tutto e tutti saranno considerati competenti. Il fatto è che questa gente forse ha guardato Masterchef ma non è riuscita a capire nemmeno quello. Ho visto gente affermare che 1917 è un film orribile, chissà come si sono sentiti ganzi dopo…

Fra i più odiosi ci sono anche quelli che dopo aver detto che una certa serie non li ha fatti innamorare subito fanno un post in cui chiedono agli iscritti “Vado avanti?”. E quelli a cui la serie in questione è piaciuta rispondono “Sìììì!!! Resistitiiii” come se invece che guardare un telefilm dovessero reggere l’assedio di Leningrado. Mamma mia, ci credo che non vi riesce di studiare niente e che la società va verso l’analfabetismo.

Ma quelli a cui righerei la macchina più volentieri sono senza dubbio quelli che, dopo aver visto a malapena una puntata di una serie TV che in tutto ne conta 100, scrivono “Lentaaaaaa!!!” oppure “Mah, non mi ha preso”. Ecco, io penso che tu sia davvero idiota.

E non sei solamente idiota, sei anche un viziato annoiato abituato a comandare. Il film deve riuscire a intrattenerti, esattamente come doveva fare un pagliaccio di corte con il sovrano.

Tu (sbagliando di grosso) ti senti il sovrano e vuoi essere divertito. Altrimenti punisci il giullare incapace scrivendo le tue tre righe di merda, ovviamente sgrammaticate, su Facebook.

So che le persone non riescono più a stare concentrate su niente, so che esiste anche un progetto per accorciare le partite di calcio in quanto i tifosi non riescono a seguire una partita intera, è troppo lunga. Che vi devo dire? Sono felice di essere vissuto qualche anno prima di loro.

Se invece sei fra quelli che vogliono fare i ganzi impegnati culturalmente e ti guardi i pipponi in bianco e nero perché fa molto figo, facci caso. Quando parli dei classici sei sempre pronto a giustificarli contro chi ti dice che sono lenti, che non decollano mai, che sono noiosi. Tu, invece, accuserai i loro detrattori di ignoranza perché quel film o quella serie è diventata un cult e quindi diventa inattaccabile. Quelli vanno bene lenti perché sei nella squadra che li deve difendere, alla serie appena uscita invece non puoi dare nemmeno un po’ del tuo preziosissimo (???) tempo. Costernante.

Tu, povero mentecatto, non neanche capisci che un’opera si giudica alla fine. Il senso di una cosa può essere in fondo, va valutata nel suo complesso. Se una cosa ha 100 puntate e tu hai la capacità di concentrazione di un paramecio non è colpa mia. Né del tizio che l’ha girata, sarebbe come giudicare un film dai primi due minuti. Dammi retta e non iniziarla nemmeno, è sopra le tue possibilità, sculo. Io non posso certamente mettermi i jeans attillati, tu non puoi fare altre cose. Come dicono a Roma: stacce.

Ma tu sei il sovrano, no? Quello cresciuto da genitori convinti di avere un figlio speciale, quello venuto su col concetto del Facce ride’. Come quelli che non hanno gradito il finale di una certa serie TV e fanno le petizioni online per cambiarlo. Si tratta di persone viziate, esattamente come gli allievi dei corsi che non pagano una lira ma possono permettersi di giudicare programmi didattici e docenti con esperienza ventennale senza capirci assolutamente nulla. E magari protestare perché le lezioni non sono di loro gradimento.

Grazie a come è strutturata la formazione professionale adesso, questa gente non può essere bocciata. Perché altrimenti l’agenzia perde soldi e rischia magari di dover chiudere il corso. In pratica gli ignoranti (sempre senza pagare né studiare nulla) hanno il coltello dalla parte del manico e ricattano quelli che mettono su il corso.

Ma sto divagando, come al solito. Alla fine il concetto è che ormai tutti sono abituati a ottenere troppo rapidamente le cose. Nessuno vuole aspettare nemmeno per qualcosa che gli interessa davvero. Questo, per esempio, ha distrutto e distorto il concetto di studio in quanto chi ha visto un tutorial di quattro minuti su YouTube pensa di avere la stessa preparazione di un professionista che ha studiato un certo argomento per decenni.

Ma solo perché adesso è più facile, grazie alla tecnologia, imparare alcune cose non significa che tu le conosca e che tu le padroneggi. Tale bias cognitivo, unito a una pigrizia epocale e a una prepotenza quasi del tutto assente nelle generazioni precedenti, ha creato esseri umani che si vedono come estremamente competitivi e dato che tale convinzione è destinata a crollare miseramente non appena incontrano una persona che li surclassa, spesso questi tizi si rifugeranno nella negazione più totale di tutto (non è vero che sono ignorante, non è vero che non sono preparato) o nel menefreghismo di comodo (non me ne frega nulla).

Ne consegue incontrovertibilmente che smettere di vedere una serie TV da 100 puntate solo perché non ti è piaciuta la prima puntata è un comportamento stupido e superficiale.

 

 

 

Tratto da “Quarantotto Assiomi Cinici

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Lamberto Salucco

(Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).
 

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