Sentiamo spesso parlare di cloud, cloud computing e salvataggio dati nel cloud. Ma che cosa significa? Cosa si nasconde dietro queste nuvole di così utile da venir menzionato sulle pagine di tutte le riviste del settore? A chi serve? E perché? Come vi si accede? Cerchiamo di capire un po’ meglio il servizio individuando a chi possa rivolgersi.
Sui nostri computer risiedono una quantità incredibile di informazioni, tante che nemmeno riusciremmo a immaginarle. E per assurdo, data la capienza dei moderni hard disk, siamo noi in prima persona a tenere da parte documenti per anni con l’idea che magari potrebbero servire in futuro o perché tanto lo spazio non ci manca. E così, anno dopo anno, formattazione dopo formattazione, non è difficile trovarsi la cartella Documenti con proprietà che sfiorano i 10 GB. Ma se ne corso degli anni la vostra cartella ha raggiunto questa dimensione sopravvivendo alle varie formattazioni, allora siete già abbastanza avanti essendovi messi al sicuro con una serie di backup.
Ma in caso di evento catastrofico? E’ vero, dobbiamo ammettere che fortunatamente sono cose che capitano di rado, ma dobbiamo ammettere allora che trovarsi l’appartamento svaligiato sia molto più probabile. E dobbiamo ammettere che in molte abitazioni l’impianto elettrico non è dotato di salvavita, con il rischio di “friggere” tutto quanto sia collegato e acceso all’impianto stesso. Appare chiaro che in questi casi salvare i propri dati su un supporto fragile quanto il pc sia poco utile e ancor meno utile sia il conservarlo nello stesso ambiente. Un disco DVD, soprattutto se RW, non gode di vita eterna ed è esposto a sbalzi di temperatura e graffi; un hard disk ha parti in movimento soggette ad usura; un sistema a nastro risulta troppo costoso… E allora dove possiamo mettere i nostri dati perchè siano al sicuro? In mezzo alle nuvole.
Con il termine “cloud” in campo IT si indica un servizio esterno dotato di apparecchiature di salvataggio dati cui noi, previa registrazione, possiamo accedere. Tutto quello che riteniamo importante e che sia presente sul nostro pc possiamo salvarlo nel cloud, sicuri che qualsiasi cosa succeda al nostro computer e ai nostri hard disk sia recuperabile in qualsiasi momento e in qualsiasi area del mondo, a patto che sia possibile accedere al web.
Un servizio simile risulta essere l’uovo di Colombo per chi sia alla ricerca di un luogo sicuro per i propri dati. Ma proprio la sicurezza, spesso, è l’aspetto che meno viene curato dal fruitore del servizio, tanta è l’esuberanza nel voler provare il cloud storage. E’ bene rivolgersi sempre a partner conosciuti, famosi, su cui si possa fare affidamento se non altro per il nome che portano.
Ogni medaglia, però, ha il proprio rovescio. Se da un lato salvare i dati su server remoti ci può far dormire sonni tranquilli dall’altro il tempo impiegato per caricarli potrebbe farci cambiare idea a causa dei limiti di banda cui siamo soggetti in Italia. Se abbiamo un servizio ADSL da 7 Mbit, dobbiamo sapere che per caricare i dati la velocità sarà di 384Kbit, ossia circa 48 KByte; considerando le dimensioni media di una foto digitale intorno ai 2 MByte, il tempo necessario al suo caricamento sarà di circa 42 secondi, ma i collegamenti hanno sempre rallentamenti e tempi morti: questo porta facilmente a superare il minuto. E questo è il tempo di una singola foto; in caso di intere collezioni, anni di fotografie scattate ai figli (non ce ne accorgiamo ma in un’ora potremmo scattarne anche oltre 100) arrivare a giorni come tempi di caricamento non è difficile.
Certamente un salvataggio oculato, studiato e programmato porta delle soddisfazioni e la sicurezza di un recupero totale dei dati. Iniziare dalle cose più importanti è sempre consigliato, senza fare distinzioni nelle dimensioni dei file: un documento è importante al di là delle sue dimensioni e il tempo di caricamento deve diventare un problema secondario.
Molti servizi, offrono un’interfaccia web per la gestione dei propri file, sia per il caricamento sia per la consultazione e l’eventuale download. Alcuni, però, sono in grado di dare al cliente un supporto in più consentendo di “mappare” le cartelle sul server come se fossero unità di rete. L’operazione quindi di salvataggio figura come un semplice trasferimento tra hard disk con la differenza che uno di questi si trova a migliaia di chilometri di distanza.
Appare chiaro, a questo punto, che un servizio di cloud storage ha un bacino di utenza molto ampio dal semplice utilizzatore al professionista fino alla grande azienda che voglia assicurare un piano di backup ai propri dipendenti anche quando questi si trovano lontani dall’ufficio con il proprio notebook. In questo caso potremmo trovarci davanti a casi in cui i dati risiedano fisicamente su due computer distinti, un fisso ed un portatile, mentre il servizio nel cloud sarebbe delegato alla sincronizzazione delle due piattaforme assicurando così di avere sempre disponibile la copia più aggiornata del file in uso.
Un’ultima considerazione: cloud storage non vuol dire solo salvataggio ma può garantire, in alcuni casi, anche servizi di file sharing permettendo di condividere i file sui vari network (FaceBook ad esempio) senza dover eseguire il caricamento sia sul server (per il salvataggio) sia sul social network (per la condivisione).
MicroSoft SkyDrive
Attivo ormai da molti anni all’interno della piattaforma Live, SkyDrive si è adattato superando alcuni limiti che lo affliggevano il più grosso dei quali era costituito dalla dimensione dei file che non poteva superare i 20MByte; adesso è possibile eseguire l’upload di file fino a 50MByte ciascuno.
Il servizio permette lo stoccaggio dei dati, sia in forma privata sia condivisa o pubblica e consente la creazione di cartelle e album fotografici.
La funzione più interessante però è la possibilità di creare documenti Office direttamente online: Word, Excel, Power Point e One Note verranno caricati nelle apposite WebAPP con un’interfaccia del tutto simile alla versione dDesktop. E’ possibile comunque optare per il caricamento di file già presenti sul proprio pc per poi poterli condividere o modificare online.
Al momento il servizio SkyDrive mette a disposizione ben 25GByte in modo completamente gratuito; con uno spazio simile, scenari d’uso come periferica remota di backup sono più che plausibili dal momento che è anche possibile integrare le cartelle all’interno della Gestione Risorse di Windows 7.
Risulta inoltre perfettamente fruibile anche da piattaforma Windows Phone 7 e 7.5.
DropBox
Più semplice rispetto a SkyDrive, DropBox si presenta come un progetto meno ambizioso e ricco di funzionalità; ma forse è proprio l’avere un parco caratteristiche più povero a renderlo più veloce.
Anche in questo caso troviamo cartelle pubbliche e private con possibilità di crearne di nuove. Eseguire l’upload di un file all’interno della cartella pubblica ci consente di avere immediatamente un link per condividerlo incollando la stringa all’interno di una email o un messaggio IM.
Il servizio è fruibile via web, come per MicroSoft, ma anche attraverso una bellissima applicazione dedicata che consente, tra l’altro, la sincronizzazione di una o più cartelle tra diversi pc. Non esistendo un pulsante di sincronizzazione il software ci lascia capire che il tutto avvenga in tempo reale e in modo del tutto trasparente per l’utilizzatore.
Lo spazio a disposizione inizialmente ammonta a 2 GByte ma invitando 4 amici è possibile arrivare a 3GByte, ricevendo quindi un bonus di 250MByte per ogni amico portato ad utilizzare la piattaforma. Da segnalare anche la perfetta integrazione tramite il tasto “condividi” per l’applicazione Android.
Google Docs
Sebbene il nome non faccia pensare al cloud storage, a mio avviso Google Documenti è un servizio che potrebbe essere visto come tale anche se lo spazio di 1 solo GByte possa risultare ristretto.
Al suo interno troviamo, ovviamente, una suite completa per la creazione di documenti office nonchè un’interfaccia per poterli condividere tramite link o posta elettronica.
Come per gMail, purtroppo, il servizio di Google non offre la gestione a cartelle; al suo posto troviamo le etichette che, sebbene cerchino di replicarne la funzione, in realtà si dimostrano meno efficaci delle prime. Infatti, trattandosi di etichette, queste consentono l’applicazione di filtri ma al primo accesso la lista di file presenti sul server è totale, non consentendo di arrivare rapidamente al file desiderato.
Una funzione molto interessante di Docs, è la possibilità di stampare su PDF qualsiasi documento presente sul server e successivamente di scaricarlo sul pc; stranamente non è possibile scaricare i file sui dispositivi Android a meno che non venga impostata una sincronizzazione totale con Docs.
Il servizio, infine, permette di caricare anche immagini ampliando quindi lo storage di 1 GByte messo a disposizione da Picasa per tale scopo.








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