“Bastardo!” urla Supermegaboy. “Non ti scaldare troppo” risponde Maramao. “Se non farai ciò che dico, qualcuno a cui vuoi bene se la vedrà brutta!”
“Accendete” ordina il sindaco, e sul monitor compare una cella. “Se guardi bene, caro Supermegaboy, là dentro vedrai tua madre”
“No, bastardo!” si dispera Supermegaboy, ma poi si avvicina. “Ma quella è la Lia Rottazzi del piano di sopra”
“Accidenti, abbiamo sbagliato persona!” esclama Babonzi. “Così impari, cattivo!” urla Guendalina, “D’accordo amigos, andiamocene a casa”
In quel momento suonano alla porta. È Geronima Pepper con dei fiori in mano. “Buongiorno, ho portato i fiori che avete ordinato per i cinquant’anni di matrimonio”
“Io non ho ordinato niente” sbraita il sindaco. “E chiuda quella porta che fa freddo!”
Alla vista della bella Geronima, però, Supermegaboy comincia a dare leggeri segni di squilibrio.
La cosa non passa inosservata a Maramao Babonzi, che pensa: “Forse Supermegaboy prova qualcosa per quella ragazza”.
“Vieni qua!” urla il sindaco acchiappando Geronima. “Adesso basta, indossate le tute e salite sull’astronave, altrimenti questa ragazza farà una brutta fine”







