Ep. 71: “La porta giusta”

Supermegaboy - episodio 71

Era una notte di metà autunno a Firenze City – lo sappiamo che nelle ultime puntate era una notte d’inizio autunno, ma pubblicando una volta a settimana si creano queste incongruenze temporali, senza considerare che quest’avventura va avanti da qualche mese, e infatti all’inizio era un giorno di primavera, quindi cercheremo di terminare la storia in due o tre puntate, anche perché Adalberto dal suo laboratorio segreto comincia un po’ a bubare, ma torniamo a noi altrimenti finiamo lo spazio a disposizione… – dicevamo, appunto, che era una notte di metà autunno a Firenze City e che nelle ultime puntate era una notte d’inizio autunno – scherzo! – quando Supermegaboy, nascosto all’interno dell’Old Palace, si liberò dalle scope e dai detersivi, attraversò silenziosamente un lungo corridoio finché si ritrovò davanti a due porte.

E lì si bloccò: qual era la porta giusta per raggiungere la sala operativa dell’Old Palace?

Una era blindata e chiusa con una decina di lucchetti, apparentemente senza maniglia, sopra c’erano un cartello a forma di teschio e la scritta “smammare”, “pericolo”, “sciò”, “via di qua” ecc.

L’altra porta invece era di legno compensato pressato, di quello leggerino che si usava per attaccarci sopra il campo del Subbuteo, e infatti ce n’era ancora un brandellino con il calcio d’angolo in basso, poi aveva la maniglia penzolante e ben in vista c’erano un ambiguo disegnino a forma di omino e un’incomprensibile scritta: ‘WC’.

“Uhm, WC…” pensò Supermegaboy, che cominciò a meditare su quale fosse la porta giusta da aprire. “WC potrebbe significare Wattene Cane oppure Wia di Cuà (magari era francese, chissà) per tenere lontane le persone indesiderate”.

Quindi forse era proprio questa la porta di accesso alla sala operativa. “Però è strano, forse hanno messo questa strana scritta di proposito per mettermi sulla cattiva strada, accidenti!”.

Ma si sa, nessuno può farla a un supereroe. Soprattutto quando il supereroe deve salvare il mondo, la sua amata e anche i suoi amici. “Dannato Brutus Dexter! Dannato Maramao Babonzi!” disse tra i denti Supermegaboy, presto sarò da voi e ve la farò pagare”.

E così, Supermegaboy decise di affidarsi al superfiuto. Prese una monetina e la tirò in aria.

Uscì croce: la porta blindata.

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Lamberto Salucco

(Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).
 

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