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    Extreme Gnurant Race: l’evento

    Come anticipatovi ieri, Domenica 16 Settembre si è svolta la gara scaler Extreme Gnurant Race in quel di Forlì nei pressi del centro sportivo di Via Orceoli.

    La gara si è svolta articolandosi in 4 prove di cui una cronometro; i percorsi sono stati ben realizzati e hanno offerto un grande varietà di ostacoli e terreni.

     

     

    Prova 1:

    La Extreme Gnurant Race inizia con pezzi di legno, grossi pezzi di legno non omogenei. L’abilità sta nel cercare il punto di maggior grip per affrontare il passaggio successivo. Lisci ma non troppo, si presentano come un percorsi da mini-trial per le vetture 1:10.

    Al termine dei tronchi, giusto per non rilassarsi al cospetto della loro fine, un salto di circa 60 centimetri “attutito” da un altro trancio di legno sdraiato.

    Quindi il canalone in cemento percorso da acqua e disseminato di dossi a V rovesciata che termina con un breve tratto a pietrone.

    Quindi il ponte tibetano da percorrere a tempo per una lunghezza di circa 4 metri.

     

    Prova 2:

    La seconda prova non lascia presagire nulla di buono per i nostri scaler, ma questo fa salire la voglia di divertirsi con gli amici del club assaporando ogni tentativo di scalata.

    Si parte sul secco da una piccola piazzola realizzata sul fianco della collinetta; dopo essere scesi ed aver affrontato un piccolo tornante, il percorso vira bruscamente a sinistra. Si è obbligati così a passare su alcune pietre che impegneranno il fondo del mezzo. Il secco lascia spazio alla terra e la via sale leggermente portandosi a circa 150 cm di altezza.

    Una stretta curva a sinistra con una ripida discesa. Poi acqua corrente che si amalgama con la terra fino a creare un discreto strato di fango.

    Poi il pezzo più duro costituito da uno stretto canalone che si inerpica sul fianco della collina diritto come un fuso; al termine una strettissima curva a sinistra che offre notevoli difficoltà ai mezzi più lunghi.

    Personalmente mi sono cappottato almeno 4 volte tornando con il mezzo a valle, ma alla fine scollinare è stato un successo con il tifo degli altri concorrenti a studiare il percorso.

    Giusto per finire in bellezza, la prova prevede la parte finale da percorrere su pietra in salita e con le ruote che ormai sono degli ammassi di fango indescrivibili.

     

    Prova 3:

    La terza prova, forse la più bella, prevede un tratto di “fiume” da percorrere contro corrente per poi uscirne arrampicandosi quasi in verticale su un terreno misto terra/pietre.

    Quindi 50 cm di piano e via a capofitto nel canalone a zig-zag, un tuffo nella piscina e il canale finale a V; qui il grip delle spalle degli pneumatici è fondamentale per non trovarsi con il mezzo sdraiato su un fianco incastrato nella parte bassa del canale.

    Al termine piccolo colpo di gas per saltare sulle pietre e girare a destra affrontando un tratto pianeggiante con diversi massi ad ostacolo.

    Si passa sotto il ponte, ci si arrampica su terra e si arriva all’incubo: una pendenza laterale su terreno sintetico di circa 65 gradi.

    Qui il punto di attacco è fondamentale tanto quanto il bilanciamento del mezzo e la sua altezza da terra.

    Si finisce con un dislivello in salita su terra per poi affrontare la buca ed uscire dalla terza prova.

     

    Prova 4:

    La quarta prova è a tempo e impegna a passare all’interno di 9 porte nel minor tempo possibile.

    Ovviamente i paletti non sono in piano ed il rischio di rovesciare in una curva in pendenza per la velocità è molto alto.

    Discese ed altrettanto ripide salite con curve a gomito per poi, udite udite, utilizzare il tetto di una colonica come trampolino. Intanto nell’aia pascolano mucche di plastica in estatica contemplazione dei mezzi che scorrazzano nei dintorni.

    La prova termina con una salitona di circa 3 metri da percorrere a tutto gas per varcare la nona ed ultima porta sita alla sua sommità.

     

    In questo articolo ho parlato dell’aspetto tecnico dell’evento Extreme Gnurant Race. Però l’aria che si è respirata merita di essere esposta in una sede apposita per assaporare l’unione che si è generata durante tutta la giornata, tra una sgommata ed una carica di batterie.

    Vi lascio con alune foto dei punti più belli preannunciando che in settimana dovrei pubblicare anche il video della mia gara: ottavo con un mezzo di scatola… non c’è male.

     

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    Lamberto Salucco

    (Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).