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    La follia di Poste Italiane

    Oggi scrivo un brevissimo post per parlare della schizofrenia di Poste Italiane. Non è per cattiveria, eh? Io lo so che questi tizi si impegnano, specialmente quelli che lavorano agli sportelli e che stanno al pubblico per molte ore, ciucciandosi richieste folli e la maleducazione degli utenti. Non dev’essere un lavoro per nulla facile, io credo che sbarellerei dopo mezz’ora e mi comprometterei: gente che salta la coda, gente che pretende cose assurde, maleducazione, arroganza, frustrazione, ignoranza etc.

    Giuro che non è un articolo contro i dipendenti di Poste Italiane, al limite potrebbe essere contro qualche dirigente che ha deciso le procedure di ricarica della Postepay. Perché i lavoratori normali si beccano gli improperi dei cittadini ma in realtà questo accade solo perché non posso andare a prendere per il collo il tizio ben pagato che non monitora ciò che dovrebbe monitorare.

    Comunque, date un’occhiata qui e trovate le differenze!

    PROCEDURA POSTE ITALIANE N°1: Per ricaricare una Postepay dal bancomat:

    1. Tu vai allo sportello automatico che sta fuori dall’ufficio, per strada e inserisci la carta Bancoposta
    2. A quel punto ovviamente devi digitare il codice segreto
    3. Fatto ciò, digiti l’importo che vuoi caricare sulla Postepay e il numero della tua carta.

    FINE DELLA PROCEDURA. Te ne torni a casa. 

    ———–

    PROCEDURA POSTE ITALIANE N°2 – Per ricaricare una Postepay allo sportello:

    1. Fai la coda
    2. Quando sta a te finalmente vai allo sportello e consegni un documento d’identità che deve necessariamente essere con fotografia
    3. Consegni la tessera del Codice Fiscale
    4. Inserisci la carta Bancoposta
    5. Digiti il codice segreto
    6. Fai un’illeggibile e inutile firmaccia su un cacchio di pseudotablettino

    FINE.

    Perché cacchio devo fare tutto questo casino quando sono davanti a un dipendente di Poste Italiane mentre la procedura dallo sportello automatico è mille volte più semplice e rapida? Guarda che non ha alcun senso, ci ho pensato tanto ma è davvero stupida.

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    Lamberto Salucco - Rebus Multimedia - Firenze

    Lamberto Salucco

    (Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).
     

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