KeyNote e iPhone5: odore di stantio

Il Keynote si è concluso e le notizie sulle features dell’ennesimo iPhone stanno invadendo ogni angolo del web; i TG ne hanno parlato nelle loro edizioni serali e la storia è destinata a ripetersi nei prossimi giorni. Ma quanto è diverso il iPhone5, “nuovo” smartphone di Apple dai precedenti?

Non posso non ricordare i miei due articoli (articolo 1, articolo 2)  sul “nuovo” iPad in cui un accanito sostenitore di Apple arrivò a sostenere che non fossi la persona più adatta a parlare di tali prodotti. Effettivamente non utilizzo tecnologie della mela. Ma tecnicamente parlando ritengo di essere abbastanza preparato per poter arrivare a conclusioni da cui alcuni prodotti di Cupertino ne escono impietosamente perdenti.

 

iPhone 5

Il “nuovo” aggeggio con la mela sopra (iPhone5) non porta alcuna novità; si presenta come una versione potenziata del precedente tanto che da alcuni è stato definito “iPhone 4S-2”. Se leggete la dicitura “UltraFast Wireless Technology” non lasciatevi abbindolare: altro non è se non la tecnologia LTE.

L’invenzione di nuovi nomi porta a credere che abbiano veramente inventato qualcosa di nuovo; ma il problema è che alla fine se ne convincono anche alla Apple.

Fotocamera migliorata, design più sottile e leggero, alluminio e vetro (ma non Gorilla Glass), display da 4 pollici.

Vorrei ricordare che Apple si è affidata a display da 3″1/2 per tutti i precedenti modelli sostenendo che un display maggiore avrebbe reso difficile l’uso del telefono con una sola mano.

Considerando che solitamente una casa produttrice propone modelli che ogni anno rinnovano la linea precedente in tutto e per tutto, mi pare quantomeno inutile la definizione di “migliore iPhone di sempre”.

Già non è “nuovo”, vogliamo farlo anche peggiore dei precedenti?

Vi manca innovazione, vi mancano le idee; prima o poi i vostri utenti si sveglieranno e capiranno di essere stati presi in giro per anni; abbiate almeno il coraggio di abbassare i toni dei Keynote, giusto per non far trapelare le bugie e passare da “peracottari”.

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Lamberto Salucco - Rebus Multimedia - Firenze

Lamberto Salucco

(Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).