La fallacia dell’uomo mascherato (in inglese masked man fallacy) nasce da Eubulide di Mileto della scuola megarica. Altri dicono che è solo un utilizzo sbagliato della legge di Leibniz che afferma che, se un oggetto ha una certa proprietà mentre un altro oggetto non ha la stessa proprietà, i due oggetti non possono essere identici.
Onestamente me ne frega davvero poco. Il classico esempio dell’errore dell’uomo mascherato è: “so chi è mio padre, non so chi sia l’uomo mascherato, l’uomo mascherato non è mio padre”. Una vera e propria bischerata perché, basandosi solo su queste premesse, non posso sapere se l’uomo mascherato è o non è mio padre.
Qui ci si basa sul presupposto che se mio padre e l’uomo mascherato fossero entrambi la stessa persona allora saprei di uno esattamente le stesse cose che so dell’altro. Ma è una supposizione falsa e lo sarebbe anche se mio padre e l’uomo mascherato fossero realmente la stessa persona.
Proviamo un altro esempio. Non è logicamente possibile che un triangolo abbia quattro lati perché ciò implicherebbe una contraddizione logica, vi torna? Però è (dal punto di vista squisitamente logico) possibile per una persona saltare dalla Terra alla Luna. Cioè: dal punto di vista fisico no, non è possibile però da quello logico non c’è una vera e propria contraddizione in questa affermazione.
Torniamo all’idea di un tizio mascherato tipo Batman. Posso affermare senza paura di essere smentito che la mia idea di Batman è di un eroe mascherato. Posso anche affermare che Bruce Wayne è un miliardario e tecnicamente non un eroe mascherato. A questo punto il casino è che potrei affermare che Bruce Wayne non è Batman.
La fregatura è che in effetti lo sanno tutti che Bruce Wayne è Batman. Quindi? Eh, quindi la conclusione è sicuramente falsa. E allora bisogna riflettere sul fatto che, anche se può essere concepibile che Batman sia qualcun altro, questo non ci rivela qualcosa di veramente preciso. Va bene: è possibile che si tratti di due persone separate e distinte ma questo non significa necessariamente che siano due persone separate e distinte nella realtà. Il salto logico è eccessivo perché un conto è parlare di idee e un altro è parlare della realtà delle cose.
E proprio come nell’esempio di Batman, dobbiamo fare i conti col fatto che talvolta le nostre idee possono essere sbagliate e che la realtà possa essere diversa dall’idea che ci siamo fatti. Infatti, solo perché hai un’idea di Batman e Bruce Wayne come persone separate e distinte, non significa che lo siano davvero.
Vediamo brevissimi esempi nei nostri tre tipici ambiti di interesse.
La fallacia dell’uomo mascherato nel marketing.
È possibile che un’azienda si convinca che una crescita o una decrescita del traffico online sul suo sito web o sui suoi canali social sia causata da una certa cosa.
Questa cosa potrebbe essere un post che ha pubblicato, un articolo che altri hanno scritto sull’azienda stessa, un cambio al vertice della dirigenza, l’assunzione o il licenziamento di una certa figura professionale, il lancio di un determinato prodotto, l’apertura o la chiusura di nuovi canali su certi mercati esteri etc.
Solo perché è possibile che uno di questi fattori possa avere la responsabilità di un certo effetto non significa che ce l’abbia davvero. E più che altro non significa che sia l’unica causa di quel preciso effetto che vogliamo analizzare e capire.
Sì, è possibile che un aumento improvviso di recensioni e feedback positivi sui nostri prodotti abbia una certa causa scatenante e che tale causa sia identificabile. Però è anche possibile (probabile?) che per noi non sia semplice trovare tale causa. Ed è anche possibile che, come già ricordato in precedenza, possa essere una di tante concause che hanno contribuito a un certo fenomeno. E la stessa cosa si potrebbe dire nel caso di una variazione significativa dal punto di vista statistico nel numero di contatti ricevuti. Oppure di iscrizioni alla newsletter del brand.
La realtà è che ci piace semplificare, ci rende la vita più facile e comprensibile. Quasi tutti i bias che trattiamo, se ci pensate bene, hanno lo scopo di renderci la vita più facile e comprensibile. Ma questa semplificazione nasconde, come sappiamo, molte insidie. Perché la realtà, invece, è decisamente complessa.
La fallacia dell’uomo mascherato nella disinformazione.
Qua ovviamente le generalizzazioni, le semplificazioni e i sofismi sono ai massimi livelli. Facciamo un paio di rapidi esempi.
Se un articolo afferma che “c’è un medico che ha affermato che i vaccini possono causare l’autismo”, non è detto che quando le persone leggono la parola “medico” debbano assumere che ogni medico condivida questa opinione o che la comunità scientifica internazionale concordi con quel tizio. Infatti, la maggior parte dei medici e della comunità scientifica internazionale non sostiene affatto questa affermazione ma l’articolo sfrutta la fiducia delle persone nel titolo di “medico” (quando fa comodo a loro) per dare credibilità alla disinformazione.
Se un post sui social media afferma che “secondo un segreto rapporto governativo, il consumo di cioccolato aumenta notevolmente l’intelligenza” non è detto che gli utenti debbano assumere che tale informazione sia veritiera e che sia supportata da dati governativi perché il post potrebbe fare riferimento a un rapporto che non è mai esistito oppure che è stato mal interpretato.
La fallacia dell’uomo mascherato nella vita sentimentale.
Chiudiamo come sempre con qualche esempio nel mondo della vita di coppia.
Se una persona ha avuto in precedenza una storia d’amore con un partner infedele non deve assumere che tutti i futuri partner saranno potenzialmente infedeli. La realtà è che ogni individuo è unico ed è chiaro che le azioni di un ex fidanzato (o fidanzata) non determinano il comportamento di tutti gli altri. Dovremmo smettere di proiettare le nostre paure su tutto.
Dopo che una persona ha avuto un’esperienza negativa con il partner, come per esempio una litigata particolarmente accesa, non si dovrebbe assumere che ogni discussione futura porterà a conseguenze altrettanto negative e catastrofiche. Si dovrebbe tener presente che, in una relazione, le discussioni possono variare per intensità ed esito. Non possiamo farci condizionare da un’esperienza negativa, le interazioni future ci sono ancora sconosciute.
Oppure pensiamo a una persona che è insicura riguardo alla propria relazione a causa di alcune esperienze passate nelle quali è stata abbandonata. La fallacia gli fa assumere che anche il partner attuale la lascerà come i precedenti; ma ogni rapporto è diverso e le paure basate su esperienze pregresse possono non essere rilevanti oggi e, anzi, portare le persone a crearsi problemi che altrimenti non sarebbero esistiti.
Le generalizzazioni fanno male e non esiste una persona al mondo che ne sia immune. Riflettiamo, diamo tempo alle persone, proviamo a metterci nei panni altrui, non condanniamo i comportamenti che non ci piacciono senza aver dato all’altro la stessa possibilità di riscatto che in genere pretendiamo per noi stessi.
La vita è un gran casino per tutti.
Estratto da “L’arte delle fregature 2” di Lamberto Salucco





