More

    L’arte delle fregature 2 – 1.11 – Correlazione illusoria

    La correlazione illusoria (in inglese illusory correlation) si verifica quando percepiamo in modo sbagliato una relazione tra due eventi che in realtà non sono correlati.

    In pratica, quindi, vediamo una relazione tra variabili (in genere si tratta di persone, di eventi oppure di comportamenti) anche quando tale relazione non esiste. E come mai? Una falsa associazione può formarsi per numerosi motivi ma statisticamente è più probabile quando eventi rari o nuovi tendono a catturare la tua attenzione. Nel 1980 Hamilton & Rose hanno scoperto che gli stereotipi possono portare le persone a sovrastimare la frequenza con cui queste correlazioni effettivamente si verificano.

    La situazione è più o meno questa: l’errore di correlazione illusoria avviene quando tale correlazione non è evidente. Per esempio, un giocatore d’azzardo potrebbe convincersi (e succede decisamente spesso) di essere più fortunato e quindi avere più possibilità di vittoria quando si veste di blu, chiara forma di illusione di controllo.

    Una generalizzazione che spesso viene fatta rientrare nella correlazione illusoria è quella relativa al massacro di Columbine del 1999, ve lo ricordate? Due ragazzi entrarono in una scuola e fecero un gran casino: 15 morti (compresi loro due) e 24 feriti. Dopo la tragedia, molti politici ritennero che la strage fosse collegata al fatto che gli assassini ascoltavano in continuazione Marilyn Manson: dati i testi violenti ed estremi, molti misero in connessione i due elementi. Questo portò anche a un calo di popolarità per Marilyn Manson a causa di una correlazione illusoria dell’opinione pubblica. E a niente è servito scoprire recensioni negative dei due assassini sui dischi di Marilyn Manson, ormai l’illusione era radicata. E poi si è allargata: è colpa anche della musica dei Rammstein, è colpa anche di Matrix, di Natural Born Killers, dei videogiochi violenti dai tempi di Doom e Duke Nukem 3D etc.

    Qualsiasi cosa pur di trovare un senso a un dramma che non ha senso. E se lo avesse probabilmente andrebbe cercato nelle famiglie, nelle amicizie, nel disagio etc.

     

    La correlazione illusoria nel marketing.

    La pubblicità è l’arte delle fregature, ormai credo che lo sappiate bene. E sapete anche che una buona parte di queste fregature deriva dall’illusione che ci sia una correlazione fra quello che paghi e quello che otterrai. Ovviamente ci sono infiniti esempi di correlazione illusoria nel marketing, ne farò uno solo.

    Ti sta fregando un’azienda che pubblicizza un prodotto di bellezza (tipo una crema) mostrando persone più o meno famose che hanno una pelle perfetta e lasciando intendere che l’uso di quel prodotto è la causa della perfezione che stai ammirando. Quella pelle senza difetti potrebbe essere dovuta a un miliardo di altri fattori: genetica, fotoritocco, trattamenti estetici molto costosi etc. Ma tu, caro consumatore, sarai indotto a pensare che il fattore determinante sia il prodotto che devi acquistare.

    E invece le aziende non potrebbero cascarci? Certamente. E lo fanno spesso. Per esempio, potrebbero attribuire un aumento di vendite a una certa campagna pubblicitaria o a un evento che hanno sponsorizzato, anche se altri fattori potrebbero aver contribuito e in modo addirittura più determinante. Potrebbero anche collegarlo ad altri elementi come l’introduzione di un nuovo logo, di un nuovo packaging o di una nuova strategia di prezzi.

    La realtà è semplicemente meno elementare di quanto sembri. O almeno ti conviene pensare che lo sia, potrai così risparmiarti diverse fregature.

     

    La correlazione illusoria nella disinformazione.

    E nella disinformazione? Ci sono correlazioni illusorie che portano alle fake news e alla loro diffusione? Ovviamente sì, quante ne volete. Se associ alcuni eventi casuali oppure alcune coincidenze alle cosiddette teorie del complotto, stai in realtà suggerendo che questi eventi siano solide “prove provate” a sostegno di tali teorie sebbene se non esistano vere connessioni. Non puoi affermare che un incidente aereo è stato provocato da un sabotaggio del Governo brutto, sporco e cattivo solo perché è avvenuto dopo che un giornalista ha pubblicato un post su una ipotetica e fantomatica cospirazione.

    Lo so che magari ti piace l’idea di non essere un fallito senza soldi per pagare le bollette ma la soluzione non è costruirsi un universo parallelo dove tu hai capito tutto e gli altri sono pecore ignare dei meccanismi del mondo e schiave del sistema.

    Se poi metti in correlazione la presenza di like, di commenti o di condivisioni con la credibilità di una fonte di notizie, sei in botta piena da illusory correlation. La gente crede a ciò che vuole credere, i numeri significano poco. E fra l’altro potrebbero essere il risultato dell’uso di account falsi o addirittura di bot.

    Per chiudere: ricordati che le persone potrebbero credere che una cosa che conferma le loro convinzioni preesistenti sia veritiera. A prescindere dalla presenza o meno di prove concrete a supporto. Il bias di conferma è una brutta bestia, ne ho parlato nel volume precedente.

     

    La correlazione illusoria nella vita sentimentale.

    Anche qui gli esempi potrebbero davvero sprecarsi. Questo meccanismo è alla base di una quantità enorme di errori di valutazione che commettiamo continuamente. Ed è ovvio che si vedano cose che non esistono anche in un ambito come quello sentimentale dove, diciamoci la verità, la gente non è mai particolarmente lucida.

    Ci freghiamo se pensiamo che il numero dei gesti romantici in un rapporto sia direttamente proporzionale alla possibilità che la relazione sia duratura. Si sa che il romanticismo non è necessariamente correlato alla stabilità né tantomeno alla soddisfazione della coppia nel lungo periodo, eppure spesso ci facciamo fregare da simili percezioni sbagliate.

    Ci freghiamo anche se associamo il fatto di avere interessi simili alla compatibilità a lungo termine. Il fatto che ci piacciano le stesse cose è figo, non metto in dubbio, ma non è certamente un indicatore affidabile per la stabilità della coppia come invece potrebbero essere la comunicazione sincera e l’impegno per la soluzione dei problemi.

    Ma ci freghiamo anche se l’associazione con il successo della relazione viene fatta con la complicità nelle piccole attività quotidiane: cucinare insieme oppure fare la spesa in due può essere carino ma non salva certo un matrimonio in crisi.

    Oppure pensiamo alla frequenza delle discussioni nella coppia: litigare non è bello e se due persone si detestano finiranno per urlare in continuazione, soffrire e far soffrire l’altro, è vero. Però non significa che le coppie che non discutono mai si amino davvero o che non abbiano problemi. Talvolta la gente fa finta di nulla ma poi dentro cova l’inferno.

    E non c’entra un tubo nemmeno una maggiore o minore similarità di base tra le famiglie di origine dei due partner: non è affatto un indicatore di maggiore (o minore) successo nella relazione. Può avere qualche peso in alcune dinamiche ma non lo definirei un fattore fondamentale.

    E ci freghiamo anche se correliamo qualità, stabilità, felicità, probabilità di successo della relazione con cose che contano ma che non sono determinanti. Il numero di viaggi, le dimostrazioni pubbliche di affetto, la frequenza dei rapporti sessuali, il fatto di chiamarsi con vezzeggiativi, comunicare all’altro sempre dove siamo e così via sono cose che a certe persone possono far piacere. Sì ma servono? Boh, parlane con il tuo partner. A lui/lei fanno piacere? Boh, parlane con il tuo partner. Forse parlare con il tuo partner è davvero ciò che ti serve.

     

     

    Estratto da “L’arte delle fregature 2” di Lamberto Salucco

    Link per l’acquisto su Amazon

    L'arte delle fregature 2 - 1.01 - Falso ricordo - Lamberto Salucco

     

    Altri articoli con tag simili

    L’arte delle fregature – 1.10 – Distorsione da omissione

    Questo bias è abbastanza famoso. O meglio: è un po’ meno sconosciuto rispetto a...

    L’arte delle fregature – 4.05 – Effetto aspettativa dell’osservatore

    Iniziamo un trittico che comprende l’effetto aspettativa dell’osservatore, prosegue con il bias dello sperimentatore...

    Compilation “Original Spanish Flamenco Guitar”!

    "Passion Flamenco" (strumentale di Lamberto Salucco da "2000") è presente da oggi nella compilation...

    Pillole di Excel – 05 – Parentesi quadre e formule

    Le parentesi quadre “” Ok, siamo arrivati al quinto e ultimo elemento di sintassi: le...

    Assioma n° 40 – Piuma 05/07/2020

    Anche questo assioma non è farina del mio sacco, proviene da una grande persona....

    Ep. 38: “Lo teniamo?”

    https://www.youtube.com/watch?v=o3-7tt8DAP0   Adalberto e Facundo continuano a guardare il video del Pirricchio sgranocchiando patatine e noccioline. La...
    spot_img
    Lamberto Salucco - Rebus Multimedia - Firenze

    Lamberto Salucco

    (Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).