La fallacia della fallacia (in inglese argument from fallacy o fallacy fallacy), detta anche argomentazione dell’errore, è una distorsione cognitiva che ti porta a concludere affrettatamente che, se un ragionamento contiene un errore, la sua conclusione deve essere per forza falsa.
Per esempio: una persona afferma che un certo trattamento medico è preferibile alle alternative perché è più “naturale”. È una generalizzazione stupida e fallace perché non è detto che sia migliore solo perché è “più naturale”, giusto? E fin qui siamo tutti d’accordo.
Se però arriva un’altra persona che dice “Non è migliore, anzi. È peggiore perché nella tua affermazione precedente c’era una fallacia” commette un errore di fallacia a sua volta. È vero che la prima affermazione era una generalizzazione ma non è detto che la conclusione fosse necessariamente errata.
La fallacia della fallacia nel marketing.
Qui voglio fare un solo esempio ma, secondo me, molto mirato. Elezioni politiche, ci sono due candidati (A e B) che competono per il posto di Presidente del Consiglio. La campagna elettorale entra nel vivo e i toni iniziano a scaldarsi. Il candidato A tiene un comizio durante il quale spiega la propria posizione riguardo all’economia nazionale e mettiamo che questo discorso contenga effettivamente stereotipi di basso livello (capirai che incredibile novità in un comizio elettorale).
Se il candidato B decide di attaccare il discorso di A, affermando che la sua soluzione è sicuramente impraticabile in quanto ha usato degli stereotipi nel proprio discorso, B commette un errore di fallacia della fallacia. La conclusione fa un salto logico troppo grande. Il fatto che A abbia commesso errori non inficia completamente il suo discorso quindi la conclusione di B è altrettanto fallace, se non di più.
La fallacia della fallacia nella disinformazione.
Anche qui credo che un esempio possa essere sufficiente perché, in genere, i pattern che si ripetono sono un po’ sempre gli stessi.
Prendiamo il caso di un articolo ferocemente contrario ai vaccini, pubblicato in uno dei millemila blog di disinformazione esistenti al mondo, decuplicati solo negli ultimi anni dopo l’inizio della pandemia. In questo articolo si afferma che i vaccini causano l’autismo e lo fa commettendo una fallacia in quanto utilizza dati non verificati e studi sicuramente non sottoposti a peer review, magari scritti da medici radiati dall’Ordine. Ovviamente questo è un errore logico che rende l’argomento dell’articolo molto debole e per nulla affidabile.
E allora dove sta il problema? Il problema è che il solo fatto che l’articolo novax abbia commesso determinati errori, non è sufficiente per affermare che l’autismo sia o non sia una conseguenza possibile di un vaccino. Non basta né per affermare che i vaccini sono sicuri, né per affermare che non sono sicuri.
Una persona, riconoscendo la fallacia nell’argomento antivaccinista, potrebbe erroneamente concludere che tutti gli argomenti a favore della sicurezza dei vaccini sono validi e che quindi non richiedono ulteriore esame. E la situazione peggiora perché ci troviamo davanti a un doppio inganno. Potremmo credere che i sostenitori della sicurezza dei vaccini non abbiano bisogno di fornire prove concrete solo perché l’argomento anti-vax è fallace. In realtà, anche se un argomento contro i vaccini è fallace, la sicurezza dei vaccini dovrebbe essere indipendentemente valutata, basandosi su prove scientifiche solide e su studi verificati.
Grazie a Dio, i vaccini non vengono buttati sul mercato a bischero come credono i novax ma vengono testati e studiati accuratamente. Ma questo è un altro discorso, non c’entra:. Qui si parla di logica e di bias.
La fallacia della fallacia nella vita sentimentale.
Anche qui mi limiterò a un solo esempio ma è una situazione che mi è capitato di sentire più di una volta.
Una coppia (A e B) sta discutendo se andare a vivere insieme o no. A non è convinto che sia una buona idea (in genere funziona così) e allora B, per convincerlo, dice una cosa tipo: “Tu dici che non dovremmo andare a vivere insieme perché tutti i tuoi amici che hanno fatto questo passo si sono poi separati. Ma questo tuo ragionamento è decisamente sbagliato perché generalizza in modo affrettato. Quindi, sicuramente andrà tutto bene e dobbiamo assolutamente prendere casa insieme”.
Certo, c’è un problema di generalizzazione affrettata. A è riluttante a trasferirsi con B ma basa la propria argomentazione sull’esperienza molto limitata di un piccolo gruppo di amici. A, quindi, arriva alla conclusione che andare a vivere insieme porterà inevitabilmente alla separazione, generalizzando un numero ridotto di casi senza considerare le specifiche circostanze di ogni relazione.
È ovvio che sia un errore logico, solo perché alcuni amici hanno avuto esperienze negative non significa che tutte le coppie avranno lo stesso destino. La conclusione affrettata è tratta da un campione non rappresentativo, vi ricordate l’insensibilità alla dimensione del campione nel capitolo 1.03?
B (che desidera andare a vivere con A) potrebbe usare la fallacia di A per zittire completamente le preoccupazioni, assumendo che il loro rapporto non avrà gli stessi problemi delle altre coppie di amici. Ma questa conclusione è basata esclusivamente sul riconoscimento di una fallacia e non su un’analisi della loro relazione. Ciò potrebbe portare B a ignorare le legittime questioni che devono essere discusse e risolte prima di prendere una decisione così importante. Fare una scelta affrettata, basata su una falsa sicurezza, senza considerare aspetti cruciali come la compatibilità, le aspettative e i problemi logistici può essere pericoloso.
La coppia dovrebbe discutere basandosi su informazioni rilevanti e concrete, non solo sull’esperienza di altri. E sicuramente non sul fatto che A abbia commesso un errore nel proprio discorso.
Estratto da “L’arte delle fregature 2” di Lamberto Salucco





