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    L’arte delle fregature – 4.02 – Pregiudizio della congruenza

    Passiamo adesso al pregiudizio della congruenza (congruence bias) che è molto simile al bias di conferma appena visto. Anzi, si potrebbe affermare che sia una tipologia di bias della conferma. Quindi questo capitolo sarà solo una breve integrazione del precedente.
    Il congruence bias si verifica a causa dell’eccessivo affidamento delle persone al test diretto di una determinata ipotesi, oltre al fatto di trascurare i test indiretti. Vediamo come funziona.

    Uno dei problemi principali con il pregiudizio della congruenza è che tu hai già un’idea. E magari conduci una serie di studi su quell’idea per verificare se è valida. Ma non fai lo stesso con altre idee alternative, non cerchi spiegazioni diverse, rimani prigioniero di quell’idea iniziale (che potrebbe essere anche radicata nella tua mente da molto tempo senza che tu lo sappia ed essere completamente sballata) senza esplorare altre soluzioni che potrebbero essere molto più vantaggiose.

    Secondo alcuni è grazie al pregiudizio della congruenza che le persone fisicamente attraenti vengono percepite anche come intelligenti. Siamo portati a sovrastimare le capacità intellettive di una persona sulla base di un attributo però totalmente irrilevante come la bellezza estetica.

     

    Il pregiudizio della congruenza nel marketing

    Pensiamo a personaggi politici che, specialmente in fase di campagna elettorale, si fanno fare fotografie, circondati dalla propria famiglia, ostentando grande serenità e affetto. È una classica operazione di marketing che sfrutta il pregiudizio della congruenza per comunicare l’immagine di ottimi genitori responsabili e amati, così da far sembrare i propri valori coerenti con il quadretto messo su per la stampa.

    Le aziende puntano a un marketing emotivo che in realtà non è supportato da fatti, sfruttando la tendenza del consumatore a presumere che ci sia una coerenza tra i messaggi emozionali positivi trasmessi e le qualità oggettive dei prodotti venduti. In aggiunta, con le sponsorizzazioni ritagliate e personalizzate sull’utente, si possono presentare beni e servizi perfettamente allineati con le credenze e con la storia di ogni individuo.

    In un modo simile, la pubblicità “aspirazionale” mostra persone di successo o scene di vita lussuosa che possono attrarre proprio quei consumatori che aspirano proprio a quel tipo di vita. È uno dei tanti modi per far associare l’idea di acquisto di un certo prodotto alla possibilità di potersi avvicinare a quell’ideale irraggiungibile.

    Parlando di prodotti, anche una confezione che contiene immagini o disegni che richiamano la salute, la natura e l’alimentazione biologica potrebbe rappresentare un richiamo forte per i consumatori che tengono in grande considerazione uno stile di vita sano, facendo leva sul pregiudizio della congruenza e portandoli a ignorare le informazioni che potrebbero suggerire il contrario.

     

    Il pregiudizio della congruenza nella disinformazione

    Le teorie del complotto e tutte le stupidaggini che ci girano intorno sfruttano spesso il pregiudizio della congruenza per creare una narrazione di eventi complessi che appaia coerente a una prima analisi superficiale. Gli utenti che sono sicuri di poter comprendere quello che sta davvero sotto alle apparenze in genere sono:

    • frustrati senza una vita soddisfacente
    • ignoranti come i ciuchi (o laureati in Giurisprudenza, il che è ancora più spaventoso)
    • per nulla inclini a studiare né tantomeno a ricercare ulteriori informazioni o a contemplare interpretazioni che potrebbero mettere in dubbio la teoria del complotto alla quale hanno comodamente aderito.

    In genere poi una panzana tira l’altra e sono sempre gli stessi cialtroni che credono alla Terra piatta, al Covid inventato, a Bill Gates che assassina i bambini in Africa, al Pizzagate, a Gesara/Nesara e altre baggianate.

    Chi crea le fake news sa bene che presentando in modo distorto gli eventi che sono davvero accaduti, usando dati veri ma decontestualizzati, facendo leva su ansie, paure e credenze, alterando quindi la percezione e sfruttando il pregiudizio della congruenza si può facilmente rendere più convincente una narrativa che non racconta affatto come stanno le cose. Perché gli utenti tenderanno a leggere queste informazioni in modo da adattarle a ciò che già credono. Incastreranno pezzetti di realtà distorta nel contesto che è presente nella loro mente.

    Io la vedo un po’ come fai quando dormi, stai sognando e nella realtà a un tratto ti squilla il telefono. Invece di svegliarti, il tuo cervello trova il modo di infilare il cellulare nel sogno. Nel cranio di questi geni deve verificarsi una cosa simile.

     

    Il pregiudizio della congruenza nella vita sentimentale

    Qualche rapido esempio anche nell’ambito dei sentimenti. Credo che possa essere utile per integrare quanto già detto per il bias di conferma.

    Esistono molte persone che interpretano il comportamento degli altri in modo che si allinei esattamente con le proprie aspettative. Mettiamo il caso di avere un caro amico (ma potrebbe tranquillamente essere il nostro partner) al quale teniamo in modo particolare. Se abbiamo un’immagine positiva di questa persona, il pregiudizio della congruenza può portarci a non considerare i suoi difetti. Oppure, peggio ancora, a giustificarne comportamenti negativi o pericolosi.

    Occorre stare attenti anche alla convalida sociale. Talvolta è sconsigliabile basarsi sulle opinioni positive che amici e parenti potrebbero avere sul nostro partner. Loro potrebbero essersi sbagliati e noi rischiamo che, per confermare di aver fatto la scelta giusta, veniamo portati a ignorare segnali che potrebbero rivelare una relazione tossica.

    Il pregiudizio della congruenza mette lo zampino anche nelle difficoltà di comunicazione. Lo sappiamo, la comunicazione è vitale in ogni relazione e il nostro errore potrebbe essere quello di presumere che il nostro partner ci capisca senza che ci sia bisogno di esprimersi esplicitamente o di dover ascoltare attentamente il suo punto di vista. Tale mancanza di efficacia nella comunicazione di coppia può provocare fraintendimenti, risentimenti e discussioni. Occorre andare oltre i bias, ascoltare l’altro e parlare chiaramente quando si tratta di bisogni e sentimenti. In questo modo è possibile evitare fregature e massimizzare le possibilità di riuscita della relazione.

    Comunque siamo ben consapevoli che le relazioni sentimentali iniziano e finiscono. E talvolta questo bias ci porta a colpevolizzare noi stessi e a interpretare la fine del rapporto come conseguenza di nostre mancanze. Invece che riflettere e mettere in discussione la qualità della coppia che è appena scoppiata. Che poi, fra l’altro, se è scoppiata vuol dire che probabilmente doveva scoppiare. No?

    Concludo con una nota, sempre sullo scoppio della coppia. Perché il pregiudizio della congruenza potrebbe anche giocare al contrario. È possibile, dopo una separazione, che questo bias porti uno dei due ex partner a mantenere viva la speranza di una riconciliazione, semplicemente interpretando qualsiasi contatto, qualunque interazione o comunicazione vagamente positiva come un segno certo che la relazione riprenderà.

    Se capita a voi, sappiate che al 99% è una cazzata. Se vi sembra che stia capitando al vostro ex partner, scappate a gambe levate.

     

     

    Estratto da “L’arte delle fregature” di Lamberto Salucco

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    Pubblicato "L'arte delle fregature - Prima Parte" di Lamberto Salucco - Rebus Multimedia

     

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    Lamberto Salucco - Rebus Multimedia - Firenze

    Lamberto Salucco

    (Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).