Il bias della percezione selettiva (selective perception) è in pratica la tendenza delle nostre aspettative a influenzare la percezione. Si tratta di un processo psicologico per il quale le persone percepiscono ciò che è coerente con i propri bisogni, con i propri valori e con le esperienze passate, ignorando tutte le informazioni che potrebbero contrastare con queste visioni preesistenti.
Per fare un esempio, pensiamo a un insegnante che abbia una particolare considerazione di un determinato allievo. È possibile che si lasci influenzare da questo bias e che automaticamente ignori i suoi risultati meno brillanti. La stessa cosa può avvenire sul posto di lavoro quando un responsabile è convinto che un certo dipendente sia particolarmente bravo. Può darsi che gli perdoni un numero di errori maggiore rispetto al resto dello staff.
Un altro esempio: se bevi una bevanda e sei convinto che si tratti di una bevanda alcolica può darsi che tu possa accusare sintomi da ubriachezza come capogiri etc.
Molti suggeriscono infatti che l’effetto placebo di un farmaco sia da imputare al bias della percezione selettiva.
La percezione selettiva nel marketing
Questo bias viene chiaramente sfruttato molto nel marketing perché è importante che la comunicazione di un’azienda, di un prodotto, di un servizio “risuoni” con il cliente, possa fare breccia per conquistare la sua fiducia.
Probabilmente l’applicazione principale della percezione selettiva si ha a livello di spot e di sponsorizzazioni social. Se tu spari una pubblicità a chiunque, difficilmente potrai riuscire a portare a casa un buon risultato. Se invece utilizzi gli strumenti di targhettizzazione che le varie piattaforme mettono a disposizione, è più probabile che i pesci abboccheranno e in parte è dovuto proprio alla selective perception. Mostrare ai potenziali clienti prodotti che sono esattamente in linea con i loro interessi e le loro preferenze crea una situazione ottimale, predisponendo l’utente in modo positivo nei confronti di un futuro acquisto.
Facciamo l’esempio di un’auto che potrebbe essere pubblicizzata come uno status symbol per attirare proprio quei consumatori che valorizzano maggiormente il prestigio mentre la stessa auto potrebbe poi essere pubblicizzata a un secondo target, magari sottolineandone stavolta le caratteristiche di sicurezza. È sempre la stessa auto ma la devo vendere a due persone diverse.
Va detto che è un po’ alienante perché la gente vede solo cose che confermano i propri gusti, le proprie credenze, i propri valori. Sa un po’ di “bolla cognitiva commerciale” se mi passate il termine improprio ma tant’è.
Gli esempi di percezione selettiva potrebbero andare avanti per molto. Potremmo parlare delle confezioni dei prodotti, del loro posizionamento sugli scaffali dei negozi, della scelta delle singole parole nei messaggi pubblicitari, degli influencer utilizzati come arma, dei campioni gratuiti consegnati alle persone, dell’illuminazione del punto vendita, delle recensioni dei clienti etc. e invece mi fermerò qui.
La percezione selettiva nella disinformazione
Purtroppo, anche il settore della disinformazione è influenzato da questo bias, in effetti sarebbe stato strano il contrario. Per esempio, una notizia che conferma gli stereotipi o i pregiudizi che ho già in testa mi colpirà senza dubbio. Che la notizia sia vera o falsa poco mi importa e che i miei pregiudizi siano stupidi e retrogradi poco mi importa. Quel post o quell’articolo risuoneranno così bene e così naturalmente col mio cervello che mi sembreranno veri per forza.
Potrei credere senza problemi anche a notizie che supportano il mio partito politico o la mia ideologia. Dipende da quanto sono appassionato dell’argomento e quanto sono polarizzato.
Sembra una cosa difficile da credere ma ricordiamoci sempre le persone vivono la vita politica un po’ come una partita di calcio. Ce lo vedete un tifoso sfegatato che crede alle notizie che sono contrarie alla sua squadra del cuore?
E ti pare che un terrapiattista metterà mai in dubbio un post che gli parla della Terra piatta? O che un antisemita non condividerà un articolo che racconta di come gli ebrei governano l’economia e di come siano tutti brutti, sporchi e cattivi? Secondo voi, se un tizio si è convinto (o meglio: è stato convinto, senza accorgersene) che le automobili elettriche:
- siano una gran fregatura
- siano pericolose
- siano “da femminucce”
- siano un gombloddoh della mafia demo pluto giudaico massonico rettiliana
quanto gliene può fregare se una notizia è confermata ufficialmente o no? Nulla, ve lo dico io. Nulla.
Ed è probabile che se sono una persona particolarmente sensibile (e magari anche un po’ ignorante) sarò soggetto a cascare nelle fake news strappalacrime, retoriche, dove c’è un bambino che cerca la sua mamma, dove c’è un cucciolo di foca legnato a morte, dove c’è una storia complessa (ma non troppo) che però finisce col lieto fine.
Oppure finisce davvero con un’immane tragedia, funziona in entrambi i modi perché deve indignare o commuovere, mica informare. Esattamente come un film, peccato che questi caproni ci credano davvero e che dentro un film o un videogioco ci vivano sul serio. Sono convinti che Matrix sia un documentario, maremma infiammata. E poi mi chiedono perché ho dubbi sul suffragio universale.
La percezione selettiva nella vita sentimentale
Nel contesto della vita sentimentale e del matrimonio, la percezione selettiva può causare una serie di dinamiche in cui una persona potrebbe venire manipolata dal partner. O anche manipolarsi da sola.
Ti stanno sicuramente fregando se inizi a non percepire oppure ignori deliberatamente i comportamenti negativi del partner (bugie, mancanza di rispetto, gelosia eccessiva, ira) perché sei innamorato e vuoi vedere solo la parte migliore. O anche se giustifichi queste azioni invece di condannarle e di riflettere sulla relazione e sull’opportunità di continuarla.
Ti stanno sicuramente fregando se, durante una crisi di coppia, la percezione selettiva ti porta a esaltare gli aspetti positivi che magari capitano una volta all’anno (come piccoli gesti d’affetto) e contemporaneamente a ignorare questioni gravi, problemi reali che necessiterebbero di terapia di coppia o di fuggire lontano.
E ti stanno sicuramente fregando se ti sforzi a interpretare il fatto che a letto continuate ad andare abbastanza bene come un segnale d’amore eterno, anche se tutto il resto del rapporto sta crollando.
Ti stanno sicuramente fregando se hai una relazione extraconiugale e fai attenzione solo ai segnali che ti illudono che il partner prima o poi lascerà la propria famiglia e allo stesso tempo ignori tutti i segnali opposti.
È importante ricordare anche che se una persona ha alcuni pregiudizi sulle relazioni, tipo che gli uomini sono tutti infedeli e che prima o poi ti tradiranno, questa persona tenderà a fare caso solo ai comportamenti che confermano queste convinzioni. Tutti gli altri comportamenti verranno invece accuratamente trascurati in quanto giudicati irrilevanti.
Estratto da “L’arte delle fregature” di Lamberto Salucco





