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    L’oscuro utilizzo dell’aggettivo “solare”

    Non riesco a esprimere con le parole l’antipatia che provo nei confronti dell’aggettivo “solare”.

    Qualunque persona si auto-definisca “solare” per me perde un centinaio di punti.

    Appena senti l’odioso termine vieni catapultato come per magia in una spaventosa dimensione parallela: quella, per intenderci, delle risposte delle aspiranti Miss Italia alla domanda “Descriviti in poche parole” (secondo me altrettanto cretina e battuta solo da autentiche perle tipo la famosa richiesta in ambito marketing “vendimi questa penna” o bischerate simili).

    In tale spaventoso contesto le pseudo-miss generalmente utilizzano insieme a “solare” anche “estroversa”, “timida” e altra roba a casaccio; preferibilmente in chiara contrapposizione con ciò che si è affermato due secondi prima.

    Ovviamente tutte amano gli animali, la propria famiglia, non si vedono belle, adorano viaggiare e pensano che la vera recitazione sia quella teatrale.

    E gli scherzi. Amano gli scherzi. E anche viaggiare. Ma più di tutto #lapacenelmondo.

    L’angosciante epiteto riesce addirittura a riportare alla mente uno dei programmi sociologicamente più interessanti degli ultimi cinquant’anni.

    Un programma che aveva il pregio di far sentire geniale qualunque idiota lo guardasse, data l’infima qualità intellettiva dei partecipanti: “The Club” trasmesso dal canale ReteA – All Music qualche anno fa, credo nel periodo compreso fra il 2003 e il 2008. E purtroppo ebbe anche successo.

    Uno zoo, un concentrato di demenza nel quale le persone si descrivevano utilizzando un massimo di trenta parole complessive a puntata: simpatico, solare, pazzo etc… Resta nella storia la voce di Nonciclopedia su questa tragedia a puntate, ecco il link. Niccolò Torielli che più tardi sarebbe diventato una delle Iene di Italia1 fece la prima apparizione in tv proprio su The Club.

    Le persone si definiscono nell’eliaco modo anche durante i colloqui di lavoro (fosse per me rimarrebbero disoccupati a vita).

    Oppure lo usano per nobilitare il ricordo di qualcuno recentemente scomparso: “era una bella persona, così solare”.

    Terrificante.

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    Lamberto Salucco - Rebus Multimedia - Firenze

    Lamberto Salucco

    (Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).
     

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