“Mi ami? Ma quanto mi ami? E mi pensi? Ma quanto mi pensi?”: uno spot decisamente storico, un tormentone fra i più riusciti nella storia della comunicazione.
- “Ma allora mi ami… Ma quanto mi ami? E mi pensi… Ma quanto mi pensi?”
- “Ma quanto mi costi! Sei in teleselezione!”
- “Mamma, la teleselezione non costa tanto”
- “Ah, davvero? Bellissimo!”
- “Per esempio: tre minuti in teleselezione da Milano a Palermo costano al massimo 2000 lire, come un cono gelato”
- “Ma allora mi pensi… Ma quanto mi pensi?”
“Ma quanto mi ami?” – Yvonne Sciò – SIP Teleselezione 1989
La pubblicità, realizzata dall’agenzia Armando Testa, è stata trasmessa per la prima volta il 20 agosto del 1989.
La protagonista di questo spot è Yvonne Sciò, nata nel 1969 e che quindi aveva 20 anni all’epoca dello spot. Due anni dopo entrò nel cast di Non è la Rai insieme a Enrica Bonaccorti e Antonella Elia. Ha poi recitato in molti film e serie tv.
La SIP (Società italiana per l’Esercizio Telefonico) era nata nel 1964 ma nello spot si distingue bene la cornetta grigia che era del classico telefono Siemens S62 dove “62” sta proprio per l’anno in cui iniziarono a produrlo. A quel modello, i genitori potevano mettere un piccolo lucchetto per evitare che i figli facessero telefonate di nascosto ma dal 1985 era arrivato il nuovo telefono, senza disco combinatore: il Pulsar che funzionava con i tasti.
Questo spot serviva anche a tranquillizzare le famiglie sul fatto che non sarebbero arrivate bollette telefoniche stratosferiche con la teleselezione. La teleselezione è un servizio telefonico che permette di collegare direttamente gli utenti senza dover passare da un centralino, sia per il territorio nazionale sia per l’Estero.
SIP – “Avviso di chiamata” 1993
Il tormentone venne ripreso pochi anni dopo in un altro spot della SIP. Una ragazzina (in questo caso Alessandra Bellini) è al telefono con Marco e gli chiede “Mi ami? E quanto mi ami? E mi pensi? E quanto mi pensi?”. Arriva l’avviso di chiamata, la ragazza passa a un’altra telefonata con un altro spasimante, Andrea. Anche qui, solite domande. Poi torna a Marco etc.
- “Marco… Ma mi ami? Ma quanto mi ami? E mi pensi? Ma quanto mi pensi? Oh, scusa, scusa: un’altra telefonata, aspetta… Ciao Andrea! Mi ami? E quanto mi ami?
- “Avviso di chiamata, informati al 187”
- “Allora ciao Andrea, eh? Ciao ciao. Pronto Marco, mi ami ancora? Sì ma… Tanto quanto?
Telecom Italia – “Avviso di chiamata – Miami” – 1995
- “Ma dai, l’hai già provata? E corre? Tanto? Ma tanto quanto? Ah, scusa: c’è un’altra chiamata”
- “Papà, è per me! È Marco!”
- “Sì? Ah, Carlo, ciao”
- “È per me?”
- “Sì, è Carlo, il tuo studente. Senti, fai presto, eh? C’è mio fratello in attesa”
- “Un momento e te lo ripasso. Pronto? Mi ami?”
- “R2, avviso di chiamata. Anche occupato il tuo telefono è sempre libero”
- “Ma come mi ami? Dopo venti lezioni di inglese… Se scrive mi ami, si legge Miami. Miami!”
Padre: Luigi Montini
Mamma: Anita Zagaria
Figlia: Alessandra Bellini
Regia: Maurizio Nichetti
Agenzia: Armando Testa
Copywriter: Alessandro Brunetti
Premi NY Film Festival, Chicago Int’l Film Festival
Gene Gnocchi – Gettoni
Nel 1992 il tormentone “Ma quanto mi ami?” viene ripreso da Gene Gnocchi con il suo gruppo (The Getton Boys) e presentato anche al Festivalbar di quell’anno.






