Parliamo di maleodoranti messaggi. Io ho un cane. Lo curo, lo porto fuori, lo faccio correre, gli preparo la pappa, lo coccolo e mi faccio coccolare. Il prendersi cura di lui mi porta automaticamente a rispettare semplici regole per vivere civilmente e rispettosamente con il prossimo. Non è così per tutti ma c’è qualcuno che attende nell’ombra.
Se vi dovesse capitare di camminare in via Galliano a Firenze, nei pressi dell’ufficio postale, potreste imbattervi in singolari e maleodoranti messaggi. Come quello rappresentato in foto.
Non è il primo e sono convinto che non sarà nemmeno l’ultimo. Ma il messaggio lasciato è tanto conciso quanto chiaro e si rivolge ovviamente a quella mandria di maleducati che lascia i bisogni “solidi” del cane sul marciapiede.
Mi sono trovato in molte occasioni a dover compiere veri e propri slalom degni del più abile sciatore. E tutto per evitare di pestare escrementi lasciati irrispettosamente sul selciato. Il bello è che molto spesso il padrone fa finta di non vedere rendendosi ancor più colpevole di chi invece li lascia per completa volontà.
Chi decide di avere un cane, accoglie con sé non solo la gioia e la compagnia che l’animale porta, ma anche la responsabilità di prendersi cura del suo benessere e del rispetto per gli altri. In particolare, pulire gli escrementi del proprio cane in città è un atto fondamentale di civiltà e rispetto per l’ambiente urbano che tutti condividiamo. Non si tratta solo di un obbligo legale, ma di un gesto di considerazione verso il decoro pubblico e verso chi, come noi, vive la città. Un piccolo gesto che fa la differenza per mantenere le nostre strade pulite e vivibili.
Dal canto mio faccio il possibile per non lasciare traccia del passaggio del mio amico domestico, ma gradirei sapere dalla signora con il cappello verde con cosa pensa io possa togliere la pipì: devo portarmi spugna e secchiello oltre che sacchetti igienici?







