I L.E.S. annunciano con orgoglio (e un po’ di infantile emozione…) che da questo momento è disponibile il CD ‘Metempsicosis‘! Ed è adesso disponibile anche il promo di “Nuvola”, a nostro giudizio una delle migliori canzoni che abbiamo mai scritto, forse la migliore.
Dal 2004 a oggi abbiamo lavorato (con fasi alterne) a limare, migliorare e correggere innumerevoli errori e problemi. Le tracce sono in gran parte quelle originali e il lavoro di editing è stato davvero difficile.
Ma questo disco doveva vedere la luce e ce l’abbiamo fatta.
Non è un disco semplice: la storia è complessa e gli argomenti toccati sono profondi.
Abbiamo in lavorazione anche il libro ‘Metempsicosis‘ che è, in un certo senso, la “sceneggiatura del disco”.
Su Prosa & Poesia (www.prosaepoesia.net) abbiamo appena pubblicato un estratto del primo capitolo “Fuori di me“.
E’ stato realizzato anche un promo-video per il brano “La mia vita“, presente su YouTube già da un paio di settimane.
L.E.S.
Il promo video di Nuvola
Il testo di Nuvola (L.E.S.) – Michele Ermini
Mi scompongo in gocce d’acqua
e mi scontro fino a fondermi con altre che
prendon forme le più strane
e poi il pianto con pioggia tuoni e temporali
Qui sospeso vedo in fondo tutto il mondo
mentre il sole filtra dentro me
forte il vento mi sospinge mi dissolve
libera l’azzurro dietro me
Come volare ma senz’ali
e poi planare giù dal cielo
e non tornare più com’ero
Sparire…
L’inizio del capitolo “Nuvola” dal libro “Metempsicosis” di Michele Ermini
“[Ancora immagini: un lenzuolo in un prato, una vergine giovane e candida si masturba giocosa e chiama. La virile eccitazione di Jack si accosta a lei e nel culmine dell’atto svanisce. Riprende vita in un sobborgo metropolitano, barbone tra i rifiuti. Tutto il genere umano gli entra dentro, le membra si disintegrano e pian piano non oscilla più tra le immagini scompaginate di vite sovrapposte. Comincia a sentire di appartenere a qualcosa di “altro” e, distaccandosi dalle miserie del genere umano, non ne ha più paura.]
La Verità è nascosta nelle cose più belle ed emerge negli spazi della materia tra i meandri delle particelle sub-atomiche irradiando la Vita di luce. Jack cominciava a penetrare il senso del proprio viaggio, il suo pensiero era cosciente nonostante non sapesse cosa fosse fisicamente e dove si trovasse.
Si sentiva leggero, tutto era buio, provava una sensazione di accumulo e successiva disgregazione; vi si abbandonava, ormai aveva capito che solo lasciandosi andare a quell’esperienza sarebbe giunto a qualcosa.
Il pensiero continuava a girovagare di fiore in fiore, come un’ape che accumula nettare. Nutriva il proprio bisogno di senso, quelle esperienze, la sua vita terrena, tutto si stava fondendo in un significato più alto”.







