Prontuario Semiserio di Digital Marketing – 03 Brand locale, Business Profile etc.

Iniziamo a parlare un po’ di business locali e partiamo come sempre dalle cose facili. Fra tutte le bischerate che puoi fare online direi che una delle più grandi (e vi giuro che mi è capitato più di una volta) è non mettere il “dove siamo” facile da reperire nel sito, specialmente se sei un’attività locale e accogli i clienti da qualche parte.

Pare incredibile ma succede, anche nei manifesti pubblicitari, negli inviti a serate o cene, nelle Pagine Facebook etc. Aggiungo che potrebbe essere un’idea niente male metterlo anche sia nel title sia nella description della pagina dei contatti. Potete provare anche a metterlo nel footer in modo che sia presente in ogni pagina del sito.

È davvero importante che il sito sia localizzato bene perché Google è felice di far risultare in SERP i business locali. In pratica Google capisce dove ti trovi leggendo la pagina Contatti, oltre che analizzando i link e termini come i luoghi e i prefissi telefonici.

 

Google Business Profile

E passiamo a parlare di Google My Business o, come si chiama adesso, Business Profile. Credo che non sia possibile prescindere da questo strumento nel 2023 (ormai 2024 nda) quindi il discorso non è se lavorarci ma di quanti anni sei in ritardo per non averlo fatto prima.

È fondamentale per i cosiddetti business locali ed è il responsabile del contenuto di quel riquadro a destra (knowledge panel) che appare nella SERP di Google quando cerchi per esempio il tuo negozio e dove puoi vedere foto, recensioni, numero di telefono etc.

Se il tuo business ancora non esiste su Google Maps, puoi aggiungerlo digitando l’indirizzo nella barra di ricerca e seguendo poi la procedura guidata. Puoi aggiungere un luogo mancante scegliendo la categoria corretta e le informazioni di dettaglio, rivendicandola contestualmente come tua.

Se invece esiste e già la vedi elencata su Google Maps, puoi fare il “claim” ovvero rivendicarlo come tuo scegliendo uno dei metodi a disposizione e verificare così che l’attività sia effettivamente riconducibile a te (potresti esserne il proprietario o il gestore) e che tu sia davvero chi dici di essere.

Puoi usare il link Google Locations per visualizzare in una schermata tutte le attività che gestisci.

Facciamo qualche raccomandazione sui dati da inserire. Sono cose banali, di semplice buon senso ma vi stupireste se vi dicessi quante persone ho visto commettere errori in questa fase:

  • Nome: inserite il vero nome dell’azienda, senza fare giochini o trucchetti per risultare meglio dal punto di vista SEO: non funzionano.
  • Categoria: non è sempre semplicissimo trovare quella giusta per il proprio esercizio. Controlla anche i tuoi competitor, cerca di essere reperibile per ciò che davvero fai e sai fare bene.
  • Location e zona sono ovviamente dove accogliete i vostri clienti e l’area che coprite per erogare i vostri servizi.
  • Telefono fisso, cellulare, sito web, email si spiegano da soli.
  • Potrebbe essere richiesto anche un ulteriore indirizzo fisico al fine della verifica dell’attività. È in genere possibile poi richiedere di non mostrarlo pubblicamente.

Se vi state chiedendo perché dovreste usare Business Profile direi tanto per cominciare che è gratis (il che non è necessariamente un male), che è facile gestirlo (anche dall’app Google Maps che credo abbia installato sullo smartphone anche mia nonna, pace all’anima sua), che aiuta molto in chiave SEO (chi dice il contrario è in malafede oppure stupido), che il traffico veicolato è in genere di buona qualità (se chiedo come arrivare in un posto o visito il loro sito dal famoso knowledge panel spesso è perché mi interessa davvero quell’attività) e che aiuta a ricevere telefonate, messaggi e visite fisiche.

È ovviamente anche comodo per poterlo sponsorizzare con Google Ads: è chiaro, resta tutto in famiglia…

Passiamo alla schermata denominata Business Profile Settings, ormai raggiungibile direttamente da Google Maps. Da qui è possibile gestire numerose opzioni relative al Business Profile. Vediamo insieme quelle principali:

  • Managers: si possono aggiungere e modificare account Owner e account Manager. La differenza fra i due è che l’account Owner può gestire i Manager ed effettuare operazioni potenzialmente più delicate come i trasferimenti di proprietà.
  • Advanced Settings: contiene informazioni importanti come il Business Profile ID e lo Shop Code che sono utili per le operazioni cosiddette “bulk” che caricano simultaneamente modifiche per molte proprietà con l’upload di un foglio elettronico. Questa sezione permette anche di mostrare o meno il numero di telefono e di organizzare i business in gruppi mediante le Labels.
  • Remove Business Profile: contiene le opzioni per lasciare la gestione di un profilo, impostare un’attività come chiusa definitivamente etc.

Fra l’altro, su Google Marketing Kit trovi una serie di grafiche che puoi scaricare gratuitamente; si tratta di cose che puoi stampare per ricordare ai tuoi clienti di sostenere l’attività con una recensione, di valutarla su Google etc.

E qualora tu non avessi un sito Internet, Business Profile ti crea una pagina web che conterrà le tue recensioni, i tuoi contatti, i post, le immagini, gli orari etc. Va detto che la resa grafica è quel che è, che l’URL è .business.site e che non lo consiglierei certamente a un mio cliente come unico sito dell’attività ma credo sinceramente che sia davvero interessante per chi non ha i mezzi per farsi o farsi fare un sito e magari è all’inizio della propria avventura.

È importante che si scelga un nome breve, rappresentativo e ben fatto perché anche questa cosa presenta diversi vantaggi. Come sempre non sono enormi passi avanti nella SEO ma tanto spero che abbiate capito ormai che non esistono cose che fanno fare i balzi: sono tutti passetti e vanno fatti nella direzione giusta. Il nome breve può essere utile sia per essere trovati (es: @rebusmultimedia) sia per l’URL personalizzato, il mio per esempio è una cosa tipo https://g.page/rebusmultimedia.

Le varie modifiche subite negli ultimi tempi dal vecchio Google My Business hanno toccato anche il nome breve e credo che non sia più possibile, una volta creato, modificarlo in seguito.

Consiglierei di sfruttare anche la descrizione (che dovrebbe contenere le keyword rilevanti nei primi 200 caratteri) per aiutare il posizionamento SEO.

È importante che tu tenga d’occhio i tuoi competitor per vedere ogni quanto aggiornano il proprio profilo, se e cosa pubblicano, quando aggiungono foto etc. A proposito di foto: rinominale prima di caricarle (male che vada non ci guadagni nulla), specialmente il logo aziendale: per esempio, se è un jpg chiamalo “logo.jpg”, ne parleremo nel capitolo apposito.

Cerca di capire quali keyword cercano le persone quando fanno una query su Google che potrebbe riguardare la tua attività. Segnati questi termini e fatti una domanda che le comprenda nella sezione Domande e Risposte. Puoi anche scrivere tu stesso la domanda e poi risponderti, a differenza di altri casi qui non risulta squallido ma semplicemente un modo per informare gli utenti su cose che ritieni importanti far conoscere.

Ricordati che le recensioni sono di aiuto per la reputazione di un’attività anche in base al loro numero e a quanto sono diverse l’una dall’altra.

Business Profile è anche un’ottima vetrina per i tuoi prodotti: impara a crearne uno utilizzando in modo intelligente le informazioni che è possibile inserire e aggiungine periodicamente anche modificando e aggiornando i prodotti esistenti: inoltre ricorda che anche le categorie dei prodotti possono aiutarti in chiave SEO.

Se la categoria della tua attività lo consente, usa anche lo strumento per le prenotazioni che risulta molto gradito agli utenti. In aggiunta potresti, sempre se disponibili per te, utilizzare gli strumenti per la creazione di eventi e per inserire offerte: gli eventi perché consentono un tipo di post che normalmente ha una vita più duratura, le offerte per poter avere un coupon da inserire sul tuo sito per gli sconti.

Non liquidare le informazioni aggiuntive come se non contassero, sarebbe un errore. Il fatto che un esercizio sia di proprietà di una donna, le informazioni relative all’accessibilità in sedia a rotelle di bagno e tavoli, la disponibilità ad assumere profughi, se l’attività si dichiara un luogo sicuro per chi si riconosce come appartenente alla comunità LGBTQ+, il fatto di disporre di un bagno gender-neutral sono caratteristiche che diventano sempre più importanti e che potrebbero aiutare le persone a scegliere una struttura invece di un’altra. Nel periodo Covid-19 sono state molto apprezzate le informazioni su mascherina obbligatoria e altri dispositivi medici.

Tieni aggiornati gli orari di apertura e non sottovalutare nemmeno quelli relativi alle varie festività e vacanze. Google apprezza molto gli aggiornamenti perché sono sintomo di dedizione e di cura continua del profilo. Puoi anche usare (se serve) l’opzione “Chiuso temporaneamente”, la sua stessa natura di breve durata comunica a Google che si interviene tempestivamente sulle modifiche necessarie.

Un’ultima considerazione, per niente secondaria: aggiungere sezioni e informazioni può essere una cosa intelligente da fare anche se non sono visibili subito o non lo sono in modo soddisfacente in questo momento: Business Profile è un servizio in continua evoluzione, potrebbero risultare molto utili in futuro. Se mi avessero detto due anni fa che l’app Google My Business sarebbe morta in poco tempo mi sarei fatto una risata. E avrei sbagliato. Sfruttare ogni singola parte delle informazioni che si possono inserire è una cosa furba. E controllare periodicamente se siano stati modificati o aggiunti campi di testo o sezioni nuove è ancora più furbo.

Ah, se ti avanza tempo ricordati di dedicarti anche a Yelp male non farà.

 

Recensioni

Parliamo ora un momento di recensioni. Sappiamo tutti che sono importanti, ce lo ripropinano in qualunque corso, tutorial, consulenza. Ma mi sento in dovere di dire un paio di cose anche qui. Usiamo come modello le recensioni di Amazon o di Google per capire come poter migliorare le nostre; non sto assolutamente dicendo che possiamo guardare cosa succede in ambiti enormi e usarlo per il salumiere di Quarrata.

Sto dicendo che analizzare ciò che gli utenti scrivono sui nostri prodotti o su quelli dei nostri competitor è anche un’ottima tecnica per trovare keyword efficaci e nuove idee da sfruttare quando scriviamo le descrizioni dei servizi o degli oggetti che vendiamo. In particolare, ritengo che siano molto utili sia quelle a 5 stelle (buone per prendere coscienza di quali siano i punti di forza) sia quelle a 1 o a 2 stelle (ottime per identificare i problemi che gli utenti ritengono più gravi).

Google dice da sempre che le attività con recensioni positive tendono a lavorare di più e anche a ricevere più recensioni, entrando quindi in una sorta di circolo virtuoso che è il sogno di ogni esercizio commerciale. La realtà è però un po’ diversa da come ce la propongono.

Non sono bugie, sono cose vere ma bisogna anche considerare una serie di fattori: per esempio il fatto che le recensioni non sono verificate, che potrebbero in alcuni casi essere addirittura controproducenti, che non è semplice tenerle sempre sotto controllo etc. (vedi capitolo sulla Negative SEO).

Google consiglia una serie di cose per ottenere più recensioni sul Business Profile, vediamole insieme:

  • Il tuo business deve ovviamente essere verificato usando uno dei metodi a disposizione per essere sicuri che sia tutto a posto, che tu sia chi dici di essere, che sia l’attività giusta etc.
  • Ricorda ai tuoi clienti di lasciare una recensione. Sì: è semplicemente così. Può funzionare davvero e non è una cosa di cui vergognarsi. Se lavori bene è giusto che la gente lo sappia. Sarebbe probabilmente squallido chiedere di fare una recensione a cinque stelle e sarebbe poco corretto anche offrire un omaggio in cambio di una recensione. Ma magari mettere un cartellino in negozio che ricordi la possibilità di farlo non è certamente un peccato capitale, vedi il Marketing Kit di cui abbiamo parlato poco fa.
  • Rispondi alle recensioni. Tutte le recensioni sono importanti, anche quelle che ti criticano e che ti fanno scoprire quali punti deboli hai. Magari ti danno anche qualche suggerimento su come migliorare ciò che fai.

 

Ricordiamoci anche che le recensioni possono essere false, offensive, inutili o scritte da bot automatizzati. E ricordiamoci anche che si può richiedere la rimozione di una recensione per validi motivi, eccone un esempio:

  • È offensiva o viola le regole contro il bullismo.
  • Contiene parolacce o offese a sfondo razziale/discriminatorio.
  • È in conflitto di interessi o proviene da un competitor.
  • E spam o è stata scritta da un bot.
  • È fuori luogo perché parla di argomenti non in tema con l’attività.
  • Contiene dati personali sensibili.

 

 

 


Tratto da “Prontuario semiserio di Digital Marketing” di Lamberto Salucco

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Lamberto Salucco

(Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).
 

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