Quando l’esperienza non conta

Rimanendo in tema di occupazione rispetto al mio precedente articolo, sicuramente vi sarete imbattuti talvolta in richieste assurde tanto negli annunci quanto nelle richieste in sede di colloquio come è capitato a me. Un tempo si richiedeva esperienza mentre adesso pare che un pezzo di carta conti molto di più.

Non sto parlando ovviamente di lauree brevi o lunghe che siano.

È ovvio che il livello di preparazione di un laureato è sicuramente superiore a quello di chi si sia fermato anzitempo con gli studi; mi sto invece rivolgendo a quelle ricerche volte a reperire personale “qualificato” per assemblaggio personal computer ad esempio.

Mi piacerebbe tanto sapere se esista un attestato che certifichi la capacità di assemblare e configurare un pc; oppure un corso che permetta a chi lo frequenta di entrare in possesso di una manualità e cognizione superiori a quelle da me acquisite nel corso di quasi 20 anni di esperienza.

E questo non è il solo caso in cui si verificano richieste assurde; un tempo si chiedeva esperienza e mi trovavo a pensare “se nessuno mi assume come mi faccio esperienza?”, adesso invece mi si chiedono titoli assolutamente inutili a ricoprire alcuni ruoli per i quali sarei assolutamente qualificato.

Tra l’altro me lo hanno confermato; non si tratta di un problema di età per cui con il neo-diplomato le aziende riescono a stipulare contratti più vantaggiosi. È una semplice richiesta quindi che dovrebbe portare al reperimento di personale qualificato.

Ma un’azienda che si trova costretta a dover istruire una persona alla mansione che interessi può avere nei suoi confronti rispetto ad un altro candidato idoneo per propria esperienza? Perchè quindi dobbiamo essere scartati davanti a candidature nettamente in svantaggio tecnico rispetto alle nostre capacità?

Il mondo del lavoro infatti si sta orientando in quella direzione, e non mi stupirei se qualcuno iniziasse a “truccare” il proprio curriculum; se devo essere sincero onestamente ci avevo pensato anche io.

“Si ricerca laureato in Ingegneria Informatica cui delegare la manutenzione dell’intera rete aziendale”, e poi si scopre che l’azienda ha una decina di computer…

Un titolo secondo me assolutamente sovradimensionato per un incarico simile.

Un’ultima osservazione: l’esperienza porta a un diverso approccio alle varie problematiche cui si va incontro sul posto di lavoro.

E, molto spesso, è proprio l’esperienza che porta a soluzioni meno eleganti ma che risolvono in tempi più rapidi un problema; una volta risolto si ha la possibilità di ragionarci sopra per adottare soluzioni migliori, ma nel frattempo non si è fermato nessuno.

Chi ha esperienza non è ingessato.

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Lamberto Salucco

(Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).
 

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4 COMMENTS

  1. Pif, in questo settore 15 anni di esperienza valgono 3 lauree. Ti ho mai raccontato quella del laureando in ingegneria informatica che aveva attaccato un modem pci all’apposito spazio del case, SENZA inserirlo nello slot della mo.bo.? E mi guardava con lo sguardo di chi dice “Perchè, cos’ha di sbagliato?” quando io gli facevo notare che non andava bene…

  2. Per fortuna che c’è CompTIA. Altrimenti come apprezzeresti l’esistenza dei braccialetti antistatici? Fulminare RAM non va più di moda 🙂

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