Per capire come funzionano i ranking factor, ovvero le cose che fanno la differenza per ottenere un buon posizionamento su Google per determinate keyword, è necessario comprendere il funzionamento di Google e come questo sistema può avere conseguenze sulla SEO. Spero che nel relativo capitolo abbiate acchiappato almeno le cose più importanti altrimenti tornate indietro e rileggetelo.
Dando quindi per scontato che adesso sappiate in linea di massima “come funziona Google” (diciamo che è un quantomeno un tantino esagerato, dato che è un meccanismo decisamente complesso) passiamo a elencare alcuni ranking factor che sicuramente Google non può ignorare e che quindi possono aiutarci molto, tralasciando la Domain Authority perché ne abbiamo già parlato nel capitolo “Dominio, Authority…”.
Ranking e contenuti
Della reputazione del dominio abbiamo già discusso e lo do per scontato, iniziamo quindi dal contenuto dell’articolo o della pagina:
- I contenuti devono essere “di qualità” e in particolare parliamo di contenuti che siano unici, possibilmente recenti e soprattutto utili per i visitatori del nostro sito.
- La cosa migliore sarebbe che questi contenuti rispondessero davvero alle domande/richieste/curiosità degli utenti. Pensate, ad esempio, a un sito come quello di Aranzulla.
- Ovviamente i contenuti duplicati vengono penalizzati e, se si persevera nell’errore, i passaggi del bot saranno sempre più rari. Questo non è buono perché si rimane indietro nella fase di crawling e se si effettuano modifiche non verranno indicizzate quindi il contenuto non verrà visto come “recente” visto che i contenuti non dovrebbero essere solo “recenti” ma anche “rinfrescati” periodicamente come nel caso di articoli Cornerstone.
- Sarebbe utile evitare articoli troppo brevi: scrivere meno di 300 parole è praticamente inutile a meno che tu non stia rispondendo in modo verticale e preciso a un certo dubbio o esigenza. Invece una lunghezza di 1800 parole potrebbe anche ambire a conquistare la fantomatica “prima pagina SERP”.
- Il contenuto dovrebbe essere opportunamente strutturato in modo da risultare comodo da leggere per un essere umano e da interpretare per un crawler. In questo senso, usare i tag H2, H3, H4 può sicuramente aiutare.
Backlink e ranking
Ne abbiamo già parlato prima ma ribadiamo un paio di cosette sui backlink, giusto per avere la coscienza a posto:
- Il crawler ti deve trovare, ti deve raggiungere quindi i link ci servono. E sorpresa sorpresa! Anche per ricevere traffico organico è importante che ci siano backlink altrimenti le visite come fanno ad arrivare?
- E queste visite da dove vengono? Se provengono da siti di alto profilo aiutano sicuramente più di quelle che arrivano da siti poco autorevoli che, in casi estremi, possono anche essere controproducenti.
L’intenzione di ricerca
Da considerare anche sicuramente l’intenzione di ricerca:
- Corrispondere all’intenzione di ricerca dell’utente è senza dubbio un’ottima idea, basta guardarsi da fuori quando usiamo Google come utenti e osservare cosa succede in genere: se abbiamo cercato “i migliori software per…” avremo probabilmente in cima alla SERP un elenco, se abbiamo cercato una ricetta per il cous cous troveremo testo e magari una serie di procedure per preparare quel piatto, magari corredata di foto, video etc.
- L’idea di base, quindi, è che il contenuto dovrebbe riflettere ciò che l’utente si aspetterà di trovare.
La velocità
Diciamo due parole anche sulla velocità:
- Una pagina web può anche non essere “ad apertura istantanea” ma deve necessariamente essere caricata in un tempo consono. Gli utenti di oggi non hanno patito le pene dell’inferno nel 1996 aspettando minuti interi prima di vedere la schermata completa della homepage di Hotbot o Altavista, sono abituati a visualizzare i contenuti in modo rapido quindi se non glieli forniamo come si aspettano andranno altrove.
- Ricordiamoci che numerosi elementi possono concorrere alla velocità di caricamento: l’hosting, il peso delle singole immagini, in un CMS il tema che abbiamo utilizzato, il codice presente , i plugin attivi etc. etc.
Mobile ranking
Parlando di mobile:
- Il tuo sito è ottimizzato per i dispositivi mobile? Si parla di mobile-first dal 2019: per indexing e ranking è diventata fondamentale la versione per mobile. Non puoi tralasciare questo aspetto, sarebbe folle.
- Dovrebbe essere superfluo ricordarlo ma anche quando usi un CMS dovresti controllare che il tema che intendi usare sia davvero ottimizzato per smartphone (tutti affermano di esserlo ma non tutti lo sono).
Keyword
Passando alle keyword:
- Per l’indicizzazione sarà importante se i termini che sono stati cercati dall’utente sono tutti presenti, se e quanto sono vicini tra loro, in quale ordine etc.
- Controlliamo che le keyword siano presenti nel tag title, nel meta description, nell’alt text delle immagini. Nel riparliamo fra poco.
- Non dimentichiamoci anche dell’anchor text per i link: non dovrebbe essere messo a caso ma con termini che abbiano attinenza con la destinazione dei collegamenti.
- Si parla spesso di LSI (Latent Semantic Indexing) ovvero altre keyword che gli utenti cercano insieme a quella principale. La questione sarebbe troppo complessa per poter essere trattata qui ma il concetto semplificato all’osso è che inserire nel contenuto qualche sinonimo delle keyword interessanti non farà di certo male ma stiamo attenti a non fossilizzarci troppo su una questione del genere.
- Evitare il keyword stuffing inutile e infantile.
- Inseriamo le keyword nei sottotitoli H2 e H3, se presenti.
- E inseriamole anche nell’URL della pagina.
Struttura
E concludiamo con la struttura dei contenuti nel sito:
- Le pagine, le sottopagine e gli articoli devono essere strutturati bene e in modo molto chiaro. Questo aiuterà non solo l’utente ma anche il crawler a orientarsi nel percorso dei link.
- Da ogni pagina deve essere possibile andare alla home e da ogni articolo deve essere possibile andare sia alla home sia alla propria categoria (tipo breadcrumb, per intenderci).
- Una sitemap costruita bene è un ottimo strumento, anche per facilitare la scoperta dei nuovi contenuti (vi ricordate il primo capitolo?).
- Il file robots.txt (lo sapete) dà indicazioni per dirigere e agevolare il compito del crawler.
Tratto da “Prontuario semiserio di Digital Marketing” di Lamberto Salucco
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