Il nome del progetto L.E.S. è un acronimo derivante dai tre cognomi Lazzeri Ermini Salucco, ovvero le tre figure che compongono la formazione, nata nel 1999 e con alle spalle tre dischi compreso questo “Metempsicosis” originariamente denominato “LES 3” e completato tra il 2004 e il 2005.

Vari problemi logistici ne hanno rallentato la pubblicazione fino a fermarla del tutto per mancanza di tempo da dedicare ad un editing, mixaggio, mastering obbligatori nella produzione di un disco per cui ecco spiegato il grande ritardo.

Gli anni passano ma “Metempsicosis” è finalmente portato alla luce. Con risultati anche piuttosto sufficienti nonostante sia un mastodontico concept di un’ora e quarto di uno pseudo-progressive rock che guarda un po’ ovunque e si concentra nell’apparire sempre originale, riuscendoci in parte.

Non è facile avvicinarsi a questo disco né comprenderlo se si ha la presunzione di volerlo ascoltare solo una volta; ma va assimilato pian piano qualora ci si ritrovi curiosi verso un disco che ha avuto una gestazione effettivamente disarmante.

La preparazione tecnica del trio non è certo scarsa e i nostri dimostrano a più riprese di possedere carte in regola per fare molto; l’unico elemento che non mi ha convinto è la voce che non ho trovato sempre all’altezza dei brani né adatta a determinate tracce. Nulla a togliere alla buona interpretazione ma in certi punti (ad esempio “Delirio D’Immortalità” e “La Preda”) non mi è parsa granché. Questione di gusti personali molto probabilmente.

Il platter è ricco di samples, pad, sintetizzatori il larga misura programmati, effetti a non finire; un po’ di ridondanza e ingenuità generali che hanno in parte minato alla struttura dei singoli pezzi facendoli apparire un po’ troppo sconclusionati.

Come nella strumentale “Metempsicosis” titletrack dell’album che è anche l’episodio che rimanda direttamente al rock progressivo ma come intelaiatura non mi è parso un masterpiece.

Buone le influenze che toccano anche la musica elettronica e psichedelica a la Pink Floyd e niente male i testi se presi in generale.

Ma credo che i LES avrebbero potuto fare molto di più in quanto si sente persino nei frequenti soli di chitarra che il livello tecnico è maggiore di quello contenuto all’interno di “Metempsicosis”.

Personalmente avrei curato di più l’audio della batteria e mi sarei concentrato in larga misura sull’aspetto puramente strumentale visto che non sto parlando di novellini; ma a ognuno il suo.

Probabilmente se i nostri avessero registrato da capo il disco senza mascherare la loro evidente bravura con effetti soffocanti di tastiere, plug-in e VSTi, avrei avuto un visione sicuramente migliore di questo prodotto.

Tuttavia “Metempsicosis” è ben lungi da una stroncatura poiché di spessore artistico e di contenuti ne possiede un bel po’ rispetto a tante altre release a cui vengo sottoposto di solito.

Sostanzialmente si tratta di un disco che può prenderti o meno a seconda dei gusti ma rispetto molto il lavoro che c’è stato dietro.

Spero che in futuro il trio produca musica al livello della sua preparazione. Possono far molto di più.

 

Voto: 62/100

Carnival Creation su METALWAVE.IT – 16/02/2013

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