È ovvio che chi vuole studiare web marketing o social media marketing non è principalmente interessato ai dettagli tecnici. A mio parere però esistono termini che devono essere ben noti (o almeno familiari) a chi intende azzardarsi in questo settore. Ho quindi deciso che vi romperò le scatole con tutti i cosi informatici in questo capitolo.
Navigazione
Iniziamo dalle cose facili: navigazione, URL etc. Se siete utenti con esperienza medio-alta saltate questa parte invece di lasciare recensioni negative su quanto tempo avete perso con le nozioni elementari (che poi tutti credono di sapere ma che pochi conoscono davvero).
Internet è una rete logica complessa che si appoggia a strutture fisiche e collegamenti di vario tipo (fibre ottiche, cavi coassiali, collegamenti satellitari, doppino telefonico, collegamenti in radiofrequenza, ponti radio, raggi laser, onde convogliate su condotte elettriche) che connette un agente umano o automatico a un altro agente tramite un qualsiasi tipo di computer o simili. Si definisce “host” ogni terminale collegato a Internet (per esempio: computer, webcam, dispositivi mobili etc.); un host ha un software che lo rende un client (esempio: browser web, mail client) o un server (esempio: web server).
Questo è alla base della navigazione Internet anche se in Internet non c’è solo la navigazione WWW (World Wide Web) che è una rete di risorse di informazioni, basata sull’infrastruttura di Internet. In aggiunta ci sono tante altre cose come le email, le chat, i podcast, la domotica, gli streaming Netflix, il VOIP, le web radio, le piattaforme di e-learning, i giochi online in multiplayer etc…
Certo, per navigare occorre trovare la cosa che desideriamo e per questo ci viene in aiuto l’URL che significa “Uniform Resource Locator” ed è in pratica una sequenza di caratteri che identifica univocamente l’indirizzo di una risorsa in Internet. “Univocamente” vuol dire che a un determinato URL può corrispondere, senza possibilità di eccezioni, una sola risorsa.
URL
Può essere una pagina web (https://www.w3.org/Consortium/presskit.html) o un’immagine (https://www.vivalamamma.net/risorse2023/Excel01.jpg) o qualunque altro file accessibile su Internet.
Un URL (qualcuno crede che “URL” in italiano sia femminile, non mi chiedete il motivo, è secondo me assurdo almeno quanto dire “LA link”) è composto da più parti, vediamo come è strutturato prendendo come esempio questo URL inesistente “ftp://mionome:paroladordine@bubbi.com/documenti/ciao.pdf”
- Protocollo: in genere è HTTPS (ne abbiamo già parlato) ma potrebbe anche essere un’altra cosa. In questo esempio è “ftp://” ovvero File Transfer Protocol.
- Autenticazione: può esserci o no (nel 2023 per esempio proprio no), serviva per l’accesso ad aree riservate. Nell’esempio ci si starebbe loggando utilizzando come utente “mionome” e come password “paroladordine” e spero che vi rendiate conto da soli di quanto questa pratica del passato remoto fosse atroce: all’anima della sicurezza e dell’encryption! I dati si leggevano in chiaro direttamente nell’URL!
- Dominio di secondo livello: parlando in soldoni e senza alcun riguardo per la terminologia è il sito a cui si accede. Nell’esempio proposto è “bubbi”.
- Dominio di primo livello: è la parte del dominio che sta dopo il punto e che generalmente identifica la nazione (“it”, “fr”, “uk”) o la tipologia (“net”, “org”, “biz”). Viene chiamato spesso TLD (ovvero Top Level Domain). Nell’esempio è “com”.
- Path: ovvero il percorso per raggiungere la risorsa. Può anche essere composto da una o più cartelle e sottocartelle, oltre al nome della risorsa desiderata. Nell’esempio è formato da una cartella “documenti” e dal nome del file compreso di estensione “ciao.pdf”.
DNS
DNS è un acronimo che significa “Domain Name System”. Si tratta di un servizio che traduce il nome di un host (ovvero, lo sapete, di un computer o altro dispositivo connesso) in un indirizzo IP. Questo servizio è alla base della diffusione di Internet perché è così possibile utilizzare nomi e parole di uso comune per ricercare un sito Internet. Un indirizzo IP è un numero che identifica univocamente, nell’ambito di un singolo network, i dispositivi collegati a una rete informatica che utilizza lo standard IP. È composto, nella versione IPv4, da quattro cifre separate da un punto, ogni cifra può essere compresa tra 0 e 255.
Il funzionamento del DNS è abbastanza complesso e non mi pare proprio il caso qui di sprecare spazio per provare a spiegarlo ma giusto per fare un rapido esempio: digitando nella barra degli indirizzi di un browser “https://www.google.it” o “https://172.217.23.99” (provateci se nel frattempo non è cambiato) si ottiene lo stesso risultato. Il servizio è fornito mediante un database distribuito, costituito dai server DNS. È necessario poter attribuire nomi simbolici agli indirizzi IP degli host; rende la navigazione un’esperienza per gli utenti molto più semplice ed è quindi essenziale sia per l’usabilità sia per la diffusione stessa di Internet.
Un sito web o sito Internet è un insieme di pagine web, chiamate anche ipertesti (vedi sotto). La struttura del sito è navigabile tramite browser (Firefox, Chrome, Safari, Internet Explorer, Opera, Edge etc.) attraverso i link (talvolta chiamati anche hyperlink da gente che ha minimo quarant’anni).
Il termine “Ipertesto” identifica invece un testo collegato tramite link ad altri testi o altri documenti e/o risorse. A differenza del comune testo può essere anche letto in maniera non sequenziale, saltando da una parte all’altra, da una risorsa all’altra senza dover necessariamente seguire un percorso predefinito.
Dominio, spazio etc. 1/2
Per entrare nel dettaglio di ciò che ci serve qui e per farla anche breve: se volete avere un sito dovete “possedere” un dominio, una cosa tipo dominiomio.it e quindi acquistarlo da un’azienda che li vende, per esempio Register, Aruba o altri. Andando sul loro sito vi verranno proposti diversi pacchetti e non è semplice scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. Il concetto in soldoni rapidi è: se avete intenzione di usare un CMS, cosa probabile (vedi il capitolo su WordPress”), dovreste scegliere un hosting Linux.
Quello predefinito in fase di acquisto è stato invece per anni Windows, giocando sul fatto che un ignorante conosce solo Windows e che sarà quindi portato a decidere per l’unico Sistema Operativo che ha sentito nominare (perché ce l’ha sul portatile del nonno) e che poi doveva pagare per mettere Linux quando il tizioweb che gli doveva fare il sito svelava l’arcano. Scegliete Linux. Anzi, se non avete particolari esigenze e dovete solo mettere su un sitino WordPress scegliete direttamente l’omonimo pacchetto; il CMS ve lo installeranno loro, forse risparmierete anche e fra l’altro il vostro tizioweb vi ringrazierà.
Dominio, spazio etc. 2/2
Ricordiamoci che il dominio va pagato ogni anno, altrimenti scade e poi sono lacrime. Se avete comprato un database va pagato anche quello. Se avete comprato servizi aggiuntivi (email capienti, PEC, pacchetti SEO) vanno pagati anche quelli. Riceverete email che vi ricordano le scadenze, attenzione a quali sono e a quale servizio si riferiscono. Al momento della registrazione usate un indirizzo che controllate con una certa frequenza cioè registratevi con una mail che controllate spesso e non con quella che usate solo per non ricevere lo spam.
Esiste una simpatica pratica chiamata “backorder” che consiste nel prenotare e acquistare domini in scadenza. Un dominio con un nome interessante o che contiene magari keyword di un certo tipo può risultare un ottimo investimento. Se lo avete acquistato, appunto, cercate di non farvelo soffiare per colpa di un mancato pagamento.
Torno a ricordarvi che anche la velocità del sito sarà un elemento importante per il successo del vostro progetto: non cercate sempre di risparmiare pochi euro ma al contempo fate attenzione alla differenza fra il prezzo per il primo anno e quello per il rinnovo degli anni successivi, specialmente se scegliete di rinnovarlo automaticamente.
Tratto da “Prontuario semiserio di Digital Marketing” di Lamberto Salucco
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