Violazione della privacy per avere utilizzato dati sensibili senza il consenso dell’utente, questa l’accusa mossa nei confronti di 14 aziende tra le quali spiccano FaceBook, Apple e Twitter.

Ma la lista si allunga potendo annoverare anche FourSquare, Instagram, Beluga, LinkedIN, Rovio, Electronic Arts oltre a realtà più piccole quali Zeptolab e Kik.

Nello specifico pare che alcune applicazioni abbiano avuto accesso alla rubrica telefonica senza aver chiesto il consenso dell’utente.

Un caso lampante sono ad esempio i minigiochi di FaceBook che tendono ad autoreplicarsi inviando aggiornamenti sui nostri progressi ai nostri amici.

Quel che rende ancor più grave la situazione è che i dati prelevati ed inviati poi ai relativi server non subiscono alcuna forma di cifratura.

Il rischio, come sostengono alcuni deputati statunitensi, è che tale trasmissione possa cadere nelle mani sbagliate durante il percorso.

Nella rete delle accuse è caduta anche Apple che si è vista comunque denunciare per la risposta ritenuta troppo “vaga”; e questo nonostante abbia immediatamente risposto che prenderà tutte le misure necessarie ad arginare il problema.

L’indennizzo stimato a favore degli utenti colpiti da questa violazione della privacy si attesta su cifre che oscillano dai 60 centesimi ai 3 dollari a contatto.

Certamente non un cifra ingente per il singolo, ma per le aziende citate potrebbe trasformarsi in un vero incubo finanziario.