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    25 Zeitgeist, Trends, Planner etc. – Prontuario Semiserio di Digital Marketing

    Voglio concludere questo libro con qualcosa che riguardi un po’ tutto ciò che abbiamo trattato.

    Generalmente il termine “zeitgeist” viene tradotto in italiano con l’espressione “spirito del tempo”, intendendo il clima culturale di una certa era e ha spesso una nutrita serie di sfumature che comprendono anche il campo morale e quello intellettuale.

    A me onestamente della definizione in ambito filosofico del diciannovesimo secolo qui importa poco, mi piace come parola che la gente usava per indicare le ricerche di tendenza in un certo periodo storico.

    E poi era perfetta per la lettera “Z” che non è particolarmente semplice da accoppiare a un termine collegato al Digital Marketing.

     

    Google Trends

    Per esempio, iniziamo da Google Trends.

    Google Trends è davvero una ganzata. Innanzitutto, è gratuito e poi è davvero una miniera d’oro per scoprire cosa cercano le persone. Digitando una keyword, per esempio: “custodia iphone 12”, si ottengono i risultati sulle ricerche che la riguardano.

    Il grafico contiene valori in una scala da 0 a 100; non rappresentano il numero di ricerche effettuate in modo assoluto ma in modo relativo ovvero non sarà mai presente un valore superiore a 100 perché 100 rappresenta il massimo delle ricerche per quella precisa keyword.

    È quindi importante impostare bene le opzioni che abbiamo a disposizione per poter sfruttare al massimo le possibilità che ci offre lo strumento:

    ● Nazione: puoi scegliere “Tutto il mondo” o una singola nazione

    ● Periodo: può riguardare l’ultima ora o dal 2014 a oggi. È anche possibile impostare un periodo personalizzato. In genere si consiglia di non tralasciare mai il periodo degli ultimi 5 anni in quanto può dare spesso un’idea utile del trend di interesse.

    ● Categoria: sono categorie di interesse che possono essere usate per limitare il grafico a un certo ambito.

    ● Tipo di ricerca: Ricerca Google, Google Immagini, Google News, Google Shopping, Ricerca su YouTube.

    Per fare qualche semplice esperimento, prova a notare i picchi di interesse cercando i termini “ebola” o “covid” in tutto il mondo dal 2014 oppure guarda l’andamento stagionale di parole come “Wii” a Natale o ancora l’andamento regolare nel tempo se cerchi “sci” oppure “Creta”. Il consiglio è di tenere sempre sott’occhio i picchi (sia in alto sia in basso, quanto cambiano nel tempo?) e il trend generale.

    Interessante anche la possibilità di confrontare più chiavi di ricerca. Per esempio, usando lo strumento “Confronta” possiamo comparare i dati per le chiavi: “iphone 13 cover”, “iphone 12 cover”, “iphone 4 cover”, “iphone 5 cover” e “iphone 7 cover” oppure per “playstation 3”, “playstation 4” e “playstation 5”.

    In basso, nell’area “Interessi per regione” si possono vedere i dati per area geografica (sempre con valori fra 0 e 100 come percentuale sul totale delle query e non in base a numeri assoluti) e col selettore “Regione/Città” si può scendere a un buon livello di dettaglio. Qualora si stiano confrontando più termini, ognuno avrà la propria area.

     

    Keyword Planner

    Non c’è solo Google trends: passiamo a Keyword Planner, un altro ottimo metodo per trovare keyword ma anche per studiare i trend di ricerca.

    All’inizio è possibile partire da un sito già esistente (per esempio da quello di un competitor diretto) o da keyword esistenti, magari molto generiche.

    Nella dashboard, in alto e a destra si trovano gli strumenti per modificare la zona geografica, la lingua, il periodo e per ampliare la ricerca con nuovi suggerimenti. È inoltre possibile escludere le keyword per adulti, filtrare i risultati, perfezionare la chiave che è comodo per togliere ciò che non rientra nelle intenzioni di ricerca che ci interessano e per gli e-commerce in modo da rimuovere le marche che non trattiamo.

    Ricordiamoci che i numeri che vengono presentati sono poco precisi se il nostro account non ha fatto (o non sta facendo) Google Ads. Considera che basta anche un euro al giorno.
    E poi cosa cacchio ci faccio con queste keyword? Dipende qual era il tuo scopo iniziale.

    Trovare keyword che vengano cercate e che vengano cliccate, magari non troppo inflazionate e con una competizione che sia almeno abbordabile, può essere un’ottima occasione per ridurre il contenuto poco utile e per aumentare il traffico veicolato.

    Comunque, quando si è incerti su una certa keyword occorre aprire un browser (in incognito) e cercarla su Google, per capire se davvero fa al caso nostro. Probabilmente, se stiamo creando un ad per vendere è meglio escluderla subito in caso di dubbio, ma se invece stai cercando argomenti per scrivere è più probabile che ti convenga aspettare prima di eliminarla.

    Normalmente si tende a prendere in considerazione le keyword con un alto volume di ricerca mensile, tenendo in mente che quelle più performanti hanno in genere il prezzo più alto.

    Quando hai finito di filtrare la keyword e sei soddisfatto della tua selezione (te ne sono rimaste 20? 40? 60?) puoi scaricarle in Fogli Google o in formato csv, magari per poterci lavorare più comodamente in Excel e raggrupparle secondo le intenzioni di ricerca o di acquisto o di lettura etc.

     

    Übersuggest

    Sulla stessa falsariga c’è anche il già citato Übersuggest, uno strumento utilizzabile anche gratuitamente, anche se con diverse limitazioni. Anche qui il concetto è di trovare keyword di tuo interesse (ci puoi scrivere un buon articolo ed è magari rilevante per il tuo settore) ma che non abbia una difficoltà SEO pazzesca (diciamo <40) e con un volume di ricerca interessante (>500 per iniziare). Ovviamente sono metriche di massima (specialmente la difficulty) e che possono cambiare rapidamente risultando poco affidabili.

    Una volta individuata la keyword sarebbe opportuno cercarla su Google e visitare di persona le pagine risultate bene in SERP per capire come sono state usate, che tipo di contenuto è, quale tone of voice è stato usato, se e come sono presenti in H2 e H3, quali immagini sono state utilizzate etc. Le keyword da sole non determinano il successo di una pagina: devi lavorare per scoprire la tecnica di redazione di quei contenuti.

     

    Google

    Un’altra risorsa ottima, gratuita e sottovalutata è l’autocomplete di Google. Si inizia pensando quali cose cerca la gente, si procede facendo effettive ricerche e si termina selezionando ciò che si è trovato. Mentre digiti, Google ti propone parole aggiuntive: prendine nota. Attenzione anche alle keyword che Google mette in grassetto nella SERP: talvolta non sono le stesse identiche che abbiamo cercato: prendi nota anche di quelle.

    Non sottovalutare nemmeno le “Ricerche correlate”, le trovi in fondo alla SERP (fai una prova), spesso sono otto e propongono idee che possono essere interessanti.

    Ti lascio anche una lista di altri strumenti, quasi tutti gratuiti, che uso per queste cose:

    • AnswerThePublic
    • Exploding Topics
    • Answer Socrates
    • SEO Nanny
    • AlsoAsked
    • SuggestMrx
    • Algoroo

    Ma tanto, alla fin dei salmi la questione è sempre la stessa: nessuno strumento potrà mai sostituire la tua mente. Ragionare su combinazioni di keyword è stressante, frustrante e richiede tempo ma è proprio qui il valore aggiunto per emergere fra milioni di siti.

     

     

     

     


    Tratto da “Prontuario semiserio di Digital Marketing” di Lamberto Salucco

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    Prontuario semiserio di Digital Marketing - Lamberto Salucco - Edida

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    Lamberto Salucco

    (Firenze, 1972) – Sono un consulente informatico (ma laureato in Lettere Moderne), mi occupo di marketing (ma solo digitale), social media (ma non tutti), editoria (ma non cartacea), musica (ma detesto il reggae), formazione (ma non scolastica), fake news (ma non sono un giornalista), programmazione (ma solo Python), siti web (ma solo con CMS), sviluppo app (ma solo iOS e Android), bias cognitivi (ma non sono uno psicologo), intelligence informatica (ma solo OSINT), grafica 3D (ma niente CAD), grafica 2D (ma niente Illustrator), Office Automation (ma non mi piace Access).